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Ora di religione da sostituire? Ne parla la stampa e la tv

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RASSEGNA STAMPA

LA NUOVA VENEZIA SABATO

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, 07 AGOSTO 2010 Pagina 25 – Provincia «Sostituiamo l’ora di religione» Spinea: provocazione dei genitori di Nievo e Goldoni. Il parroco dice «no»

(FILIPPO DE GASPARI)

SPINEA. «Via l’ora di religione: sostituiamola con altre materie per ovviare ai tagli del tempo pieno». Provocazione dei genitori delle scuole di Spinea, ma il parroco dice no. Si apre un nuovo fronte nella polemica sul taglio del monte ore al primo circolo didattico. Le scuole Nievo e Goldoni partiranno a settembre con un rientro pomeridiano in meno, a causa dei tagli della riforma Gelmini.

Alcuni genitori, dopo essersi visti negare la possibilità di istituire a proprie spese un doposcuola pomeridiano per riportare a 30 le ore settimanali, ora minacciano di rinunciare all’ora di insegnamento della religione cattolica, per recuperare l’orario pieno e mantenere le materie dello scorso anno. La provocazione è evidente, ma a difesa dell’ora di religione si schiera subito il parroco di Spinea don Antonio Genovese, che invita le famiglie a distinguere tra protesta e valori in gioco, facendo una scelta di coerenza: «Mi chiedo se la proposta nasca pensando al bene dei bambini o dietro ci siano altri motivi – riflette il sacerdote – perché altrimenti non rinunciare all’ora di ginnastica? Non si può pretendere di mandare i bambini a catechismo in inverno e al Grest d’estate, scegliendo un’educazione cristiana e poi togliere loro l’ora di religione a scuola, come se fosse inutile. Serve serietà e coerenza in queste scelte».

Don Antonio rileva tra l’altro come non sarebbe tecnicamente possibile procedere con questa ipotesi, non potendo per legge l’ora di religione essere sostituita da altre materie curriculari, previste cioè dall’ordinamento. «Nessuna polemica con chi ha lanciato quest’idea – prosegue don Antonio – ma sappiano che l’ora di religione è prima di tutto un valore che recupera la cultura e la storia a cui siamo legati. Educa i ragazzi alla dimensione culturale della fede, insegnando anche i credo delle altre religioni dei popoli e le filosofie del mondo. Inoltre per i credenti è una forma squisita di testimonianza cristiana e l’esperienza cristiana va vissuta anche in un’ottica sociale». Don Antonio chiede dunque ai genitori di fare un passo indietro.

IL GAZZETTINO SPINEA Riforma contestata. Il parroco: «Ripensateci» Ora di religione boicottata per protesta dalle famiglie

Sabato 7 Agosto 2010

Niente rientro pomeridiano a scuola e, per protesta, i genitori di Spinea «boicottano» l’ora di religione. Gli effetti della riforma Gelmini cominciano a farsi sentire. A farne le spese, le scuole del primo circolo che, l’anno prossimo, si vedranno ridurre il numero di ore da 30 a 27. E così in alcune scuole di Spinea i genitori hanno deciso di protestare snobbando l’ora di religione per i figli. «Ripensatici» ha subito risposto il parroco don Antonio Genovese.

Davide Tamiello

Salta il rientro, per protesta i genitori «boicottano» l’ora di religione

Gli effetti della riforma Gelmini cominciano a farsi sentire. A farne le spese, le scuole del primo circolo che, l’anno prossimo, si vedranno ridurre il numero di ore da 30 a 27. In altre parole, verrà a mancare un rientro pomeridiano che, per tante famiglie, costituiva una boccata di ossigeno. In un nucleo famigliare in cui entrambi i genitori lavorano, in effetti, la possibilità di affidare a mani sicure i proprio figli almeno un giorno alla settimana era un’opportunità importante.

Venendo a mancare questo appoggio, giocoforza molti dovranno arrangiarsi organizzandosi con soluzioni alternative. E a Spinea i genitori hanno deciso di esprimere il loro dissenso esentando i propri pargoli dall’insegnamento della religione cattolica. In particolare alla scuola Goldoni, dove in due classi, su un totale di circa 40 bambini, solo in sei hanno aderito all’ora di religione.

«Stiamo cercando, anche con l’aiuto di Don Antonio, parroco di Spinea – spiega uno dei portavoce dei genitori, Paolo Bettiolo – di dissuadere le famiglie da questa scelta. Anche perché non è che i bambini che non fanno religione vengano coinvolti in attività didattiche, ma vengono «parcheggiati» in laboratorio. Vorremmo spiegare alla gente che scelte affrettate di questo tipo non sono vantaggiose, serve trovare una soluzione mirata».

L’idea di base è già stata presentata: ripristinare il vecchio «doposcuola». «Abbiamo presentato la proposta – continua Bettiolo – e il Comune ci appoggia, aspettiamo la convocazione del tavolo tecnico a settembre per capire se sia possibile e in quali modalità. Quello che chiediamo è una maggiore partecipazione degli enti locali (in quanto rappresentanti dei cittadini) che, nonostante l’evidente interesse generale rispetto a questo problema, non sono riusciti a dare respiro all’iniziativa che non è stata né sostenuta né compresa dal mondo politico e amministrativo.

IL PARROCO Don Antonio Genovese: «Ripensateci, è un valore»

SPINEA. (D.T.) «Ripensateci». Don Antonio Genovese, parroco di Spinea, invita i genitori a tornare sui loro passi.

«Non capisco cosa c’entri in questo problema l’ora di religione. Io ho insegnato a scuola per molti anni, questa materia ha una funzione educativa precisa e un suo obiettivo sociale. Non ha nulla a che vedere con il catechismo, ha un obiettivo culturale. C’è bisogno di una testimonianza per i cristiani – continua – l’ora di religione dimostra una coerenza con la propria fede. Un valore della cultura e della religione cattolica che segna il nostro paese e il nostro vivere». Don Antonio si augura che la proposta «doposcuola» vada in porto. «Capisco le esigenze dei genitori e della scuola, spero che questa soluzione venga approvata».

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