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 “Reimpiantare le piante abbattute”

SPINEA 10.10.2011  

Egregio Signor Sindaco,

siamo a  conoscenza che nella data del 10/10, come da autorizzazione  rilasciata da questa Amministrazione, la ditta incaricata alla realizzazione del tratto indicato nel progetto denominato 8-bis collegamento Via Martiri della Libertà – Via Capitanio, provvederà al taglio delle numerose piante esistenti,  oltre che all’eliminazione del campo da calcio nell’area interessata dai lavori.

 

Essendo tali essenze arboree non solo di tipologia ad arbusto, ma anche ad alto fusto, chiedo a nome del Comitato Difesa Ambiente e Territorio di Spinea, di avere rassicurazione che altrettante piante, per quantità e tipologia, siano destinate a reimpianto in sostituzione di quelle abbattute.

 

Qualora, per motivi contingenti, il piano di reimpianto non sia stato ancora definito, chiedo altresì che venga, nella disponibiltà operativa dell’organo preposto, messo al più presto nell’elenco del programma dei lavori da realizzare.

 

Come già per la realizzazione del cantiere in corso davanti alla chiesa di Santa Bertilla per la realizzazione di un’opera edilizia viene rotto l’equilibrio ambientale che si era creato nel tempo e vengono  ancora una volta sacrificati degli alberi, così sta avvenendo  anche per questa contestata opera viaria.

 

Confidiamo quindi nella sua sensibilità e in quella dei suoi collaboratori, per una risposta positiva, per la città e per  l’ambiente, restituendo a Spinea,  con il reimpianto, tutte le piante che verranno abbattute.

 

In attesa di un gentile cenno di riscontro positivo, colgo l’occasione per inviarLe Cordiali Saluti

 

Vincenzo Franzin

presidente Comitato Difesa ambiente e territorio di Spinea

 

 

LA PROPOSTA
Abbattuto il cedro, sostituire con un altro albero

Spinea, 15 giugno 2011
Penso che sarebbe bello se al posto del cedro, l’albero simbolo davanti al Comune di Spinea, si potesse sostituire con un altro albero. Come spesso si fa o si dovrebbe fare in alcuni Comuni, nei parchi o lungo le vie di circolazione.

Speriamo che non piantino un’antenna per coprire il campo, come hanno fatto tristemente nel nostro quartiere.

Si sostituisce sempre più spesso la natura con la Tecnologia e/o l’edilizia, senza studiare a fondo le conseguenze elettromagnetiche.

A volte sembrano sorgere a caso senza un progetto, se non l’affitto.

L’antenna o le antenne sono alberi di metallo protesi verso il cielo, stanno diventando boschi, anche perché ogni marca ha il suo ripetitore. Se siamo fortunati potremmo averne due con lo stesso marchio. Andate a vederle queste costruzioni e meditateci davanti potreste avere delle “visoni sonore”, DI SICURO VI VERRA’ DA PENSARE CHE POTREBBERO ESSERE MESSE Più DISTANTI DALLE CASE E DALLE SCUOLE.

Giuliano Silvestri del Graspo De Ua

Continua il disservizio Poste italiane

 

La presente per sottolineare l’ennesimo disservizio procuratomi dalla Poste italiane.

In data venerdi 06/05/2011 ho ricevuto un avviso di raccomandata con l’indicazione di poter ritirare la stessa dal giorno successivo dopo le ore 10.30.

Recatomi il sabato presso l’ufficio postale, sede principale di Spinea, e dopo aver fatto circa un ora di coda per poter effettuare il ritiro (per il servizio di corrispondenza ordinaria postale funzionava un solo sportello, mentre gli altri 6 effettuavano altri servizi) mi sono sentito dire che la raccomandata non avrei potuto ritirarla prima del lunedi successivo! Perciò per l’ennesima volta ho dovuto perdere metà mattina in coda, per poi non riuscire a concludere niente, solamente perché la mia raccomandata era depositata in qualche ufficio, deposito o borsa di portalettere e che sarebbe ritornata alla sede centrale non prima del lunedi.

Ora se le Poste ritornassero a fare le Poste ordinarie e non vendessero ogni tipo di prodotto…dai libri ai gratta e vinci…probabilmente non riceverei la posta una volta alla settimana, non riceverei avvisi di raccomandata anche quando sono a casa e nessun postino suona il campanello per la consegna…, e soprattutto non sarei costretto ogni volta che mi arriva una raccomandata con documentazione “importante” a doverla inseguire per svariati giorni.
Mirko Michieletto

 

LA VITA DEL POPOLO 10.4.2011

Cari divorziati

Caro/a divorziato/a, non ti meravigliare di questa “cartolina” di un prete. Ti penso spesso nel tuo travagliato percorso. Le tue domande e sofferenze non mi sono estranee. Come prete e cristiano ti sono fratello. Non sentirti giudicato o condannato senza appello né da me né dalla Chiesa: tu rimani un fratello amato e cercato. Se è vero che dobbiamo avere attenzione e premura per chi è più in difficoltà, tu sei tra i primi. La tua ferita è anche mia. So che ti porti dentro un senso di fallimento e di inadeguatezza verso i figli. Ti eri preparato a quel matrimonio, ti sei buttato con speranza, poi le difficoltà ti hanno fermato. L’interruzione del matrimonio non è stata né facile, né indolore, sotto una trafila di reciproche asprezze. Le responsabilità possono essere state di entrambi, ma spesso si sentono più dolorose quelle dell’altra parte; le parole erano diventate frecce e la vita impossibile. Ricordati che comunque non sei scomunicato dalla Chiesa (la scomunica esiste per l’aborto, per chi profana l’Eucarestia, se si attenta alla vita del Papa o se si prende parte attiva alle attività di mafia). Chi è solo separato, ha sospeso momentaneamente la condivisione dello stesso tetto, della stessa mensa, dello stesso letto, ma non è fuori della Chiesa: può confessarsi, comunicarsi, far da padrino. Anche chi ha ottenuto il documento di divorzio per regolarizzare situazioni patrimoniali o proteggere i figli, se rimane solo, può accedere a tutti i sacramenti e fare da padrino al battesimo o alla cresima. Chi è invece approdato ad una convivenza stabile con un altro coniuge dopo il primo matrimonio, si trova in situazione irregolare per la Chiesa (anche chi sceglie la convivenza è in questa situazione finchè non decide di sposarsi in chiesa). Ciò perché il Vangelo dice chiaramente: “L’uomo non separi ciò che Dio unisce!” e perché nel matrimonio cristiano si diventa segno dell’amore unico, fedele e indiviso di Cristo con la Chiesa. Per questo la Chiesa non si è mai sentita autorizzata a sciogliere un legame matrimoniale sacramentale celebrato validamente ed espresso nell’intima unione. La grandezza del matrimonio cristiano vincola la Chiesa a ricordarlo a tutti, verificando se si è celebrato vero matrimonio (per libera e consapevole scelta senza escludere fedeltà, indissolubilità e prole nel momento della celebrazione). Comunque anche chi è divorziato risposato può frequentare la Chiesa, partecipare alla messa e alle preghiere, ascoltare la Parola di Dio, partecipare a gruppi parrocchiali di Caritas ed assistenza. La consapevolezza di essere amati da Dio rende possibili tante cose, per non rimanere isolati nei propri sensi di colpa. Anche a te raccomando di non rendere la vita dei figli più difficile, privandoli della presenza e della giusta stima dell’altro genitore e delle famiglie di origine; i tuoi figli hanno bisogno del papà e della mamma e non di inutili ripicche, gelosie o durezze (io considero pure grave non permettere ai figli di vedere i nonni: non è né umano, né educativo, né cristiano). Caro divorziato, c’è posto anche per te nella Chiesa: non sentirla ostile, anche se non può darti la pienezza della comunione con la Confessione e l’Eucarestia, può darti ancora molto. La Chiesa vuole credere, pregare e servire i poveri anche con te.

(don Marco Scattolon)

 

“Io divorziato e cattolico ho alcune cose da dire a don Marco”

La mia prima reazione alla lettura della lettera e’ stata una spontanea e sonora risata, accompagnata da una esclamazione “ma dove vive Don Marco? Ancora co’ ste’ robe?“

Mi scuso Don Marco, non era mia intenzione offendere, era un  (come si suol dire) “, sto’ qua el xe proprio gnocco (in senso buono).

Non avevo proprio in mente di scrivere e non avrei mai pensato di  rispondere ad una lettera su questo argomento ma invece lo faccio …. Le scrivo. Lo faccio perche’, al momento di allegria, del sorriso, della risata e’ subentrato un stato d’animo un po’ di rabbia. Perche’ rabbia?  Don Marco, ma come, ma non vede quello che succede intorno? Fuori? Nella vita civile e politica? Nei rapporti tra le persone?

Lei stesso non manca mai di pungerci di fronte agli eventi … (mi viene in mente ad esempio i suoi appelli per trovare casa per giovani coppie immigrate ….) per aprirci il cuore alla carita’ cristiana verso chi ha piu’ bisogno. Non c’e’ piu’ rispetto per niente, ognuno di noi non e’ piu’ considerato per quel che e’, ma solo e sempre per quel che ha nel lavoro, nelle finte amicizie, persino nei rapporti tra parenti non c’e’ piu’ la sincerita’, la trasparenza, la disponibilita’, non ci si cerca piu’ “ a gratis”.

Sapesse quanta fatica per far capire questo ai figli. Sapesse quanti rapporti di amicizia si spengono. E in questa situazione, lei ancora ci ripete ste’ cose sui diritti/doveri del divorziato cristiano?

E che dire allora del due volte sposato politico, non certo esempio di buon cristiano, al quale viene anche concesso il privilegio della comunione, che dire, che forse va’ bene cosi’, purche’ non rimetta l’ICI sugli immobili di proprieta’ della Chiesta?

Mi scuso della banale, cruda e volgare provocazione: e’ l’esempio, per estremizzare, per rappresentare certe condotte   poco chiare e trasparenti che alla lettura di lettere come la sua, a noi “gente comune”, fanno un po’ “bollire il sangue”.

Mi scuso Don Marco, sono divorziato, convivo felicemente con una persona, ci vogliamo bene, con la mia ex moglie (risposata) va’ tutto bene, non c’e’ alcun problema con i nonni, con ex zii, etc …. etc …. a mio figlio cerco di insegnare il giusto, il senso della misura, dell’impegno, io ho fatto catechismo molti anni, in chiesa ero quello che accompagnava il canto con la mia chitarra.  Mi scuso Don Marco, ma Le chiedo di vedere oltre.

Lei e’ una bravissima persona, ha fatto molto per la comunita’  pur con i suoi limiti (come tutti noi), che anche Lei stesso sottolinea e benevolmente ci dice di non considerare.  per cortesia, lasci stare la predica sui divorziati, vecchia, trita e ritrita, di altri tempi, tratti l’argomento solo con i singoli interessati  continui ad ascoltare e ad aiutare chi le chiede consiglio, purtroppo la situazione e’ un po’ cambiata rispetto a un po’ di anni fa.

Dopo 8 anni di fidanzamento e 13 anni di matrimonio, mai e poi mai mi sarei pensato che io un giorno avrei divorziato: mai!!!

E prima, non conoscevo nessuno che lo fosse poi  invece, quando lo sono diventato anche io, mi sono accorto che la realta’ che mi circondava era diversa molto piu’ variamente composta quella realta’ che Lei conosce bene piu’ di me, non tutto e’ bianco o nero, ho imparato questo, ci sono tante tonalita’ di grigio.

Che dire allora delle unioni tra persone dello stesso sesso, che dire di coppie che si vogliono bene, si aiutano, si assistono, non sono coppie anche loro?

Ma questa e’ un’altra storia. Siamo adulti e vaccinati: adulti (divorziati) con una fardello in piu’ sul groppone, che ci rendera’ il cammino un po’ piu’ faticoso. Ma non per questo fiduciosi di lasciare un bel ricordo di noi e di arrivare alla meta, come tutti gli altri.

Un abbraccio, con affetto.

Gigi
Spinea (VE)

Divorziati: c’è bisogno di una persona come il sacerdote

Ho letto l’articolo di don Marco Scattolon (leggi) e penso di intravedere tra le Sue parole, parole di grande conforto per quelle persone che stanno vivendo una situazione di separati e stanno attraversando momenti di grandi disagi. Mio marito ed io siamo sposati con rito religioso da circa 40 anni con molti alti e bassi nella buona e cattiva sorte in tutti questi anni di unione (e problematiche ne abbiamo molte).

Penso però che le parole “situazioni particolari” per quelle coppie che anziché scegliere di sposarsi in chiesa hanno fatto una scelta di convivenza, siano un po’ forti. Queste coppie forse hanno bisogno di una persona di grande bontà, ed esperienza spirituale, quale reputo sia un Sacerdote, per avvicinarle alla Casa di Dio come pecorelle smarrite. Ringrazio e saluto.
Francesca 

17 marzo e Unità d’Italia: una risposta a don Marco

Egregio Don Marco, lei chiede l’impossibile.

Come può “pretendere” una riscrittura meno falsa della storia, quando è la stessa celebrazione del 17 marzo ad essere una falsità storica?

E come potrebbe accettare l’ossimoro di una “storia meno falsa”?

Si spaccia, dolosamente, il centocinquantenario della proclamazione del Regno d’Italia, con la sua unità.

Unità che avvenne solo dopo il 1918 e che, purtroppo, durò lo spazio di un mattino.

A Mirano, nascosta in un parcheggio, vi è la statua di Vittorio Emanuele II.

Scommettiamo che, facessimo un giretto da quelle parti, la troveremmo vergognosamente abbandonata a se stessa, ricoperta dalla sporcizia del tempo, dal guano e dal muschio? Abbandonata a se stessa dalla ignavia di questa italica repubblichetta? E, scommettiamo che a nessuno verrà in mente di deporvi una corona d’alloro?

Cordialmente

Zicari Carmelo

Come travisare le affermazione altrui a scopo demagogico

di Piercarlo Signorelli*

Gentile redazione, vorrei rispondere alla lettera del signor Stefan Eckl, da voi pubblicata nella newsletter di giovedì 10 Marzo 2011, e lo farò in modo schematico, per essere meglio compreso.

(riportiamo qui la lettera del sig. Eckl per capire bene e aiutare i lettori…)

“Se non si hanno idee”

…con un centinaio di euro a testa, pagati da ognuno dei 27.000 abitanti di Spinea si risolve il problema…”no ghe xe schei”.

Facciamo un’analisi ed una conseguente riflessione:

L’assessore al bilancio di Spinea auspica (con il consenso del sindaco) che ogni cittadino paghi circa 100 euro per stabilizzare il bilancio comunale e risolvere la situazione economica.

Supponiamo che attui questo tipo tassazione, questi sono alcuni degli effetti:

Famiglia senza figli composta di due coniugi con un reddito (ipotetico) di 200mila euro annui,

questa famiglia pagherebbe 200 euro.

Famiglia monoreddito composta da due coniugi e 5 figli con un reddito (ipotetico) di 18mila euro annui, questa famiglia pagherebbe ben 700 euro !!!

Durante il giro dei quartieri della giunta comunale è stato detto questo dall’attuale assessore al bilancio ha aggiunto di avere avuto questa idea nella notti passate in bianco a pensare al bilancio.

Auguriamoci che l’assessore possa godere beatamente di un sonno profondo di notte, senza pensare come fare un bilancio.

Ci si aspetterebbe da una amministrazione idee che ottimizzino la spesa pubblica e che reperiscano risorse senza pesare sulle tasche dei cittadini ma… passiamo oltre:

Si intende creare una rete di videocamere per un costo di Euro 100.000 (centomila).

Una idea simile venne pubblicata, durante la campagna elettorale scorsa (2009), ad opera di un certo Signor Giuseppe Di Giovanni con il progetto “Ecolife” MA…senza costi per la comunità, anzi con derivanti benefici economici.

Chiaramente all’attuale amministrazione non verrà mai in mente di capire come, dato che di idee ne hanno ben poche e si guardano bene dal dare ascolto ai cittadini.

Eh si…100.000 euro per un impianto che non porta soldi in cassa ma li toglie dalle tasche dei cittadini ed, ad esempio, alle scuole come si legge sui quotidiani del 6 marzo 2011.

Probabilmente l’istruzione non è una priorità per questa amministrazione che “ seleziona” le scuole di serie A e di serie B.

Sono certi di aver capito come amministrare una Città che ha delle enormi potenzialità oppure a loro basta far proprie TUTTE le opere che la precedente amministrazione ha messo in cantiere?

Mah… credo che un po’  più di umiltà e meno arroganza porterebbe questa amministrazione molto lontano smettendola definitivamente di dire ogni giorno:  “no ghe xe schei”!

Dico a loro che la scusa della crisi è finita e che ci si deve rimboccare le maniche e farsi venire idee nuove, alternative e FARE qualcosa altrimenti sarebbe cosa gradita passare il testimone e ritornare a fare l’opposizione dove poter dire NO a tutto senza creare danno a TUTTA la cittadinanza.

Riporto testualmente la frase del nostro sindaco Silvano Checchin: “il miglior cittadino è quello che non bussa alla mia porta”.

Io invece dico che il qualsiasi cittadino non deve bussare mai alla porta MA trovarla sempre aperta con le persone dell’amministrazione al proprio servizio!

Stefan Eckl

SPINEA

UNO: sarebbe stato opportuno che il signor Stefan Eckl si fosse presentato ai lettori come persona che svolge funzioni politiche in ambito cittadino; ciò avrebbe fatto capire all’ignaro lettore che il contenuto del suo scritto, dal tono irridente, altro non era che un maldestro tentativo di screditare gli avversari politici, travisando demagogicamente le affermazioni altrui.

DUE: il sottoscritto Assessore al Bilancio non ha mai dichiarato di aver passato notti in bianco a pensare al bilancio di Spinea. Per fortuna ho i miei anni e sono stato sufficientemente vaccinato nel corso della mia vita, da non impressionarmi affatto di fronte ai problemi di Bilancio della mia città, problemi del resto arcinoti a chi appena mastica un poco di problematiche amministrative.

TRE: la mia affermazione, sulla quale il signor Eckl ha costruito la sua tesi denigratoria, cioè che sarebbero necessari 100 euro per ogni cittadino di Spinea per stabilizzare il bilancio comunale, non intendeva affatto proporre un ulteriore prelievo fiscale a carico dei nostri concittadini, ma era solo un esempio per dimostrare che se lo Stato ci restituisse 100 euro in  più per ogni abitante potremmo uscire dalla crisi in cui ci troviamo. E qui confesso la mia parte di colpa, perché se un messaggio nato con uno scopo viene così profondamente travisato, significa che non l’ho spiegato bene.

QUATTRO: la metafora, all’interno della quale era inserita la mia provocatoria proposta, era proprio rivolta a stimolare nei cittadini una riflessione sulla situazione economica del nostro Comune. I Sindaci di molti comuni d’Italia denunciano da tempo che sono strozzati dalle riduzioni dei trasferimenti statali, ma nessuno dà una misura comprensibile ai cittadini di quanti soldi potrebbero fare la differenza tra il gestire la cosa pubblica con l’acqua alla gola e l’amministrare con serietà e soddisfacendo i bisogni dei cittadini.

Io ho avuto il coraggio di dirlo affermando che con 100.€ pro-capite all’anno il comune di Spinea potrebbe essere amministrato ”con grande soddisfazione” dei suoi abitanti. Ho anche aggiunto che si tratta di 100.€/anno a fronte degli oltre 5000.€/anno (cinquemila) che ogni cittadino di Spinea versa allo Stato.

E’ comunque evidente che sia i 5000.€ che i 100.€ vanno intesi in senso statistico (come il famoso pollo di Trilussa) e non in puro senso aritmetico, e quindi gli esempi del signor Eckl sono completamente sbagliati.

CINQUE: relativamente al progetto di videosorveglianza si tratta di un progetto finanziato da contributi prevalentemente regionali nell’ambito appunto degli interventi regionali per la promozione della legalità e della sicurezza. Sarebbe il caso che il candidato consigliere comunale  indicato da Eckl spiegasse anche a noi come rendere il nostro territorio più sicuro gratuitamente. Saremmo ben lieti di continuare e completare gli interventi di videosorveglianza senza alcun costo a carico dei bilanci pubblici.

SEI: solo i ciechi e i sordi possono pensare che questa Amministrazione non abbia a cuore tutte le scuole, basti a testimoniarlo che finalmente abbiamo fatto partire progetti, giacenti da anni negli armadi del municipio, per effettuare i lavori necessari per ottenere i Certificati di Prevenzione Incendi di numerose scuole di Spinea.

SETTE: non vorrei impressionare i miei lettori, ma chi ha un po’ di esperienza e di anni sulle spalle, non può credere che la crisi economica sia finita! Basti per questo una semplice considerazione: con il D.L. 78 del 2010 il governo centrale è entrato come un elefante in tutti i comuni italiani e li ha obbligati (sotto pena di sanzioni economiche e penali) a confrontare alcune tipologie di spese con quelle sostenute nell’anno 2009, per ridurle in termini proporzionali del 20%, del 40%, del 50% e addirittura dell’80%!! Questo comportamento severo (e tipico delle situazioni prossime alla cosiddetta ultima spiaggia) è chiaro indice non solo che la crisi non è finita, ma che bisogna ancora stringere la cinghia in modo preventivo, perché non sappiamo quale dei famosi mostri di Tremonti ci verrà incontro domani.

OTTO: relativamente alle opere iniziate dalla precedente Amministrazione, non capisco se il signor Eckl avrebbe preferito che le avessimo interrotte. Credo che la serietà di una Amministrazione si misuri anche dal fatto che si sforzi di mantenere, quando possibile, una continuità di fatto con le iniziative precedenti, pur integrandole e modificandole secondo la propria sensibilità. Si è terminata la scuola Disney anche se dovremo trovare nei prossimi bilanci la rata di leasing (oltre 200000 euro all’anno) per pagarla. Abbiamo avviato i lavori della Nuova Piazza di S. Bertilla anche se il progetto precedentemente approvato propone una soluzione viaria che mantenendo attivo l’asse di Via Roma, impedisce di fatto una razionale realizzazione della Piazza stessa.

Abbiamo rilasciato un nuovo permesso per la realizzazione della Residenza Sanitaria Assistita, i cui lavori elettoralmente iniziati erano stati poi immediatamente sospesi.

NOVE:  Se la precedente amministrazione si fosse seriamente confrontata, nell’interesse della città, anche con la minoranza, sulle scelte urbanistiche fatte, sicuramente non saremmo ancora qui ora a parlare di Piazza, Piscina, Centro Culturale e Nuove Scuole, e non ci troveremmo molti edifici pubblici in uno stato pietoso. A parte qualche intervento di arredo urbano, perché la Giunta precedente non ha dotato Spinea di nuove strutture e nuovi servizi facendoli pagare ai privati quando la situazione economica lo poteva permettere?

DIECI: finalmente concordo con l’ultima frase di Eckl e testimonio che l’attuale Amministrazione si fa un vanto di considerarsi al servizio di TUTTI i cittadini di Spinea, senza artificiose suddivisioni in più-amici o meno-amici.

Spero con queste righe di aver chiarito i dubbi sollevati dalla lettera precedente e sono ovviamente a disposizione di qualsiasi cittadino per gli approfondimenti del caso.

Distinti Saluti.

* Assessore al Bilancio del Comune di Spinea

Se non si hanno idee…

SPINEA  7.3.2011  …con un centinaio di euro a testa, pagati da ognuno dei 27.000 abitanti di Spinea si risolve il problema…”no ghe xe schei”.

Facciamo un’analisi ed una conseguente riflessione:
L’assessore al bilancio di Spinea auspica (con il consenso del sindaco) che ogni cittadino paghi circa 100 euro per stabilizzare il bilancio comunale e risolvere la situazione economica.

Supponiamo che attui questo tipo tassazione, questi sono alcuni degli effetti:
Famiglia senza figli composta di due coniugi con un reddito (ipotetico) di 200mila euro annui,

questa famiglia pagherebbe 200 euro.

Famiglia monoreddito composta da due coniugi e 5 figli con un reddito (ipotetico) di 18mila euro annui, questa famiglia pagherebbe ben 700 euro !!!
Durante il giro dei quartieri della giunta comunale è stato detto questo dall’attuale assessore al bilancio ha aggiunto di avere avuto questa idea nella notti passate in bianco a pensare al bilancio.

Auguriamoci che l’assessore possa godere beatamente di un sonno profondo di notte, senza pensare come fare un bilancio.

Ci si aspetterebbe da una amministrazione idee che ottimizzino la spesa pubblica e che reperiscano risorse senza pesare sulle tasche dei cittadini ma… passiamo oltre:

Si intende creare una rete di videocamere per un costo di Euro 100.000 (centomila).

Una idea simile venne pubblicata, durante la campagna elettorale scorsa (2009), ad opera di un certo Signor Giuseppe Di Giovanni con il progetto “Ecolife” MA…senza costi per la comunità, anzi con derivanti benefici economici.

Chiaramente all’attuale amministrazione non verrà mai in mente di capire come, dato che di idee ne hanno ben poche e si guardano bene dal dare ascolto ai cittadini.

Eh si…100.000 euro per un impianto che non porta soldi in cassa ma li toglie dalle tasche dei cittadini ed, ad esempio, alle scuole come si legge sui quotidiani del 6 marzo 2011.

Probabilmente l’istruzione non è una priorità per questa amministrazione che “ seleziona” le scuole di serie A e di serie B.

Sono certi di aver capito come amministrare una Città che ha delle enormi potenzialità oppure a loro basta far proprie TUTTE le opere che la precedente amministrazione ha messo in cantiere?

Mah… credo che un po’  più di umiltà e meno arroganza porterebbe questa amministrazione molto lontano smettendola definitivamente di dire ogni giorno:  “no ghe xe schei”!
Dico a loro che la scusa della crisi è finita e che ci si deve rimboccare le maniche e farsi venire idee nuove, alternative e FARE qualcosa altrimenti sarebbe cosa gradita passare il testimone e ritornare a fare l’opposizione dove poter dire NO a tutto senza creare danno a TUTTA la cittadinanza.

Riporto testualmente la frase del nostro sindaco Silvano Checchin: “il miglior cittadino è quello che non bussa alla mia porta”.

Io invece dico che il qualsiasi cittadino non deve bussare mai alla porta MA trovarla sempre aperta con le persone dell’amministrazione al proprio servizio!

Stefan Eckl

Basta messaggi pubblicitari non voluti: è entrato in vigore il registro delle opposizioni

SPINEA 9.2.2011 - Volevo avvertire i lettori della newsletter che il primo febbraio 2011 è entrato in vigore il registro delle opposizioni, grazie al quale ci si può opporre ai messaggi pubblicitari inviati per telefono (pratica del telemarketing).

L’iscrizione al registro serve per esprimere la propria opposizione al ricevere pubblicità sul telefono fisso.

Per l’iscrizione al registro possono essere adottati vari metodi: email via internet complando il foglio dell’apposito sito, fax, raccomandata, …

Il registro delle opposizioni vale solo per i telefoni fissi e non preclude le liberatorie al trattamento dei dati firmate successivamente dagli abbonati stessi.

Il sito con l’elenco è:

http://www.registrodelleopposizioni.it/

Saluti
Marco

Nuova caserma dei Carabinieri di Spinea: «Ma che razza di caserma è?»

 

SPINEA 8.2.2011
Gentile redazione di Città News,

scrivo per dire la mia sulla nuova caserma dei carabinieri di Spinea. Ho visto gli appartamenti destinati al comandante e ai suoi collaboratori… Non ci sono parole per descrivere l’idiozia del progetto approvato!

Ora, in quegli appartamenti dovranno viverci anche le famiglie dei militari, magari con bambini, con la nonna o qualcuno potrebbe avere problemi di handicap fisici.

Ebbene, lo stuolo di ingegneri, architetti, geometri, ecc. non hanno pensato a mettere un piccolo ascensore (quindi se siete in sedia a rotelle vi porteranno su in spalla!). Nei 2 appartamenti con qualche metro quadrato in più, sprecato

per fare un soggiorno troppo grande a discapito della cucina, il bagno più grande ha la vasca incastrata dietro al muro portante dove chi dovesse avere problemi deambulatori si ammazzerebbe solo per doverci entrare o uscire. Nel famoso soggiorno citato prima c’è una parete, che dà sulla strada, completamente finestrata senza tapparelle (e la privacy???), quindi d’estate ci si frigge per bene e poi è pericolosa per eventuali bambini. Nessuna finestra ha il davanzale e non ci sono terrazzini, ma soltanto porte finestre bloccate,

ad altezza vita, da pannelli di lamiera traforati che con il sole si surriscaldano e potete immaginare il disagio. E poi scusate, ma che cavolo ci stanno a fare le portefinestre se non c’è nemmeno un terrazzino dove poter uscire anche solo per stedere i panni???? Va bene che è una caserma, ma sembra più un carcere!! Alla faccia dei soldi richiesti per la realizzazione, direi che hanno fatto tutto in super economia (infissi di lamiera plastificata, pavimenti che sembrano ricavati da lapidi). Non parliamo poi della disposizione dei locali della caserma stessa, dove la mensa è stata posizionata al primo piano subito dopo le camere dei militari (?).

Quindi direi che questa caserma, apparentemente moderna, manca anche dei più insignificanti accorgimenti ed è piena di barriere architettoniche (oltre a

quelle citate anche i marciapiedi esterni sono sprovvisti di rampe per le

carrozzine, almeno davanti ai cancelli d’entrata!).

Vorrei quindi far presente a chi ha finanziato e progettato la costruzione e a

tutte le persone che hanno seguito i lavori, che capisco che questa nuova

caserma doveva essere fatta (quella ancora in uso sta cadendo a pezzi) ma fare le cose così tanto per fare, sono soldi buttati via…….non vi pare???

Saluti, Marta

SPINEA
Lavori pubblici: ecco di chi è stato l’impegno per realizzare le opere

Spinea, 17.1.2011

Buongiorno,

ho avuto modo di leggere gli articoli in rassegna stampa riguardanti il restauro del pattinodromo di Spinea.

Evidenzio con dispiacere come non si faccia alcun riferimento al fatto che questo importante finanziamento sia stato ottenuto con enormi sforzi dalla precedente Amministrazione Tessari, così come gran parte dei lavori pubblici che l’attuale giunta si pregia di inaugurare, come ad esempio la Nuova Scuola Walt Disney, che questa giunta ha inaugurato poco tempo fa, ma alla quale realizzazione si è opposta votando contro durante la precedente amministrazione.

Sembra quasi un abitudine quella di far proprie tutte le iniziative e le opere che sono state ideate e favorite dalla precedente amministrazione, mi auguro che quando si andranno ad inaugurare le importanti opere ottenute in anni di lavoro dalla Giunta Tessari, (es. la nuova Caserma dei Carabinieri, la Nuova residenza per anziani, la nuova Piazza antistante Santa Bertilla e tante altre opere fortemente volute ed ottenute dall ‘amministrazione Tessari) si faccia almeno un onesto riferimento alla provenienza di dette opere.

E’ giusto che la cittadinanza sappia esattamente che gran parte delle opere che sono state e verranno inaugurate da questa amministrazione sono frutto di difficile se non sacrificato impegno portato avanti in silenzio e con spirito di abnegazione votato al pubblico beneficio, da una amministrazione che ha lavorato per dieci anni ottenendo i risultati dei quali l’ attuale amministrazione ne beneficia l’ inaugurazione.

Giuseppe Di Giovanni
Spinea

Il bene comune Lettera aperta alla Città di Spinea

di Giovanni Da Lio*

2.12.2010
Cara Spinea,

finalmente uno spazio, una finestra per poterti parlare. Per dirti dei miei pensieri, dell’azione politica di un semplice consigliere di minoranza – ex assessore – che ama la propria terra, la propria città. Che vuole, come sempre, dare il suo aiuto perché tu possa diventare più bella, più vivibile.

Spesso, quando sto con me stesso, mi allontano da via Roma, e vado per campi. A volte mi lascio sul cavino di mezzo o all’ombra di qualche fresca riva, fatta di acacie e vecchie querce. Poi m’incammino lungo gli argini del Menegon, del Cimetto o del Parauro, e ritrovo, lungo queste acque, sorsi di memoria.

Tu conservi, quasi per miracolo, un territorio agricolo a molti ancora sconosciuto. Fertili terre coltivate con immutato amore, che raccontano la tua e la nostra storia. Angoli di paesaggio rurale a volte intatti, con preziosi ambiti naturali. Uno scrigno verde, ma anche una cintura d’ossigeno per la salute dei tuoi cittadini.

Sto a ridosso del passante autostradale di Mestre, opera dai rilevanti benefici sul grande assetto infrastrutturale, ma che abbisogna adesso di indifferibili interventi di mitigazione e compensazione ambientale, che permettano di rimarginare le ferite inferte al tuo territorio. Sono felice perché fra poco inizieranno i lavori delle opere complementari al passante, determinanti per risolvere l’annoso problema del traffico sul tuo territorio, e quello degli allagamenti di alcune zone.

Cerco il posto che non so, aspettando che si decida e si realizzi il sospirato “Progetto piscina”: per i tuoi cittadini e per onorare la straordinaria campionessa Federica Pellegrini.

So che attendi altre cose imminenti e importanti per il tuo futuro:

• il nuovo Piano di Assetto del Territorio (P.A.T), che ridisegnerà lo sviluppo urbano più equo e solidale;

• il primo Piano degli Interventi (P.I.), che attuerà – con programmi definiti – quanto previsto dal nuovo strumento urbanistico;

• l’assunzione, nel Piano degli Interventi, degli accordi coi privati, per realizzare, in alcuni punti strategici del tuo territorio, le attese e improrogabili opere di riqualificazione urbanistica – impossibili per le finanze locali – che muteranno il tuo aspetto urbano, dandoti prestigio e ruolo di vera città;

• la realizzazione del Centro Servizi Socio-Sanitari – Assistenziali – Residenze per Anziani;

• un programma di puntuali e indifferibili interventi di difesa idraulica del territorio da realizzarsi a livello superiore, ben sapendo che la regimazione delle acque riguarda grandi bacini idrografici.

Sul versante politico poi, auspichi consigli comunali meno dispersivi e di miglior spessore dove, maggioranza e minoranza possano trovare anche comuni intese, volte a realizzare ciò che è nelle aspettative dei cittadini, promuovendo dibattiti su tematiche che investono le nostre comunità.

E’ proprio con questo animo che muovo la mia azione politica, fatta di dialogo con uomini di buona volontà, che vogliono realizzare – a volte anche da posizioni antagoniste – il fine nobile della politica: il bene comune. Che non ha mai colore. Che non è mai abbastanza.

Io ascolto il mio cuore: “Quando un uomo, ovunque operi, crede di avere tutte le risposte, è perché ha finito di farsi delle domande”. Ciao Spinea, ti voglio bene.

* Consigliere comunale ed ex assessore

SPINEA
I miei complimenti per l’iniziativa “Mi prendo cura della mia città”

26.11.2010
Spettabile Redazione,

desidero esprimere i miei pensieri e apprezzamenti a proposito dell’iniziativa proposta dall’Amministrazione Comunale e realizzata da diversi cittadine/i di Spinea “Mi prendo cura della mia città”.

Credo che sia una delle più belle, interessanti e qualificate azioni di politica e amministrazione e di partecipazione delle persone alla vita della città. Credo che questa azione rappresenta, pur in una piccola dimensione, la politica vissuta come partecipazione e condivisione della “polis”, dello spazio e della vita collettiva e, soprattutto della “corresponsabilità” che tutti, nei diversi ruoili, abbiamo rispetto agli altri, alla vita comune e all’ambiente. Mi piace pensare a questa azione come un’opera non tanto di “volontariato” ma di “educazione civica”.

Mi sembra giusto ringraziare pubblicamente prima di tutto i cittadini che la realizzano e poi l’Amministrazione Comunale che l’ha promossa e avviata e gli operatori e tecnici del Comune che la seguono.

A fronte di tanti problemi e anche disagi e difficoltà che sollecitano le legittime e giuste “lamentele” e le preoccupazioni dei cittadini, è giusto sottolineare “le cose che funzionano” e riconoscere il merito civile di molte persone.

Ritengo che l’insegnamento da trarre è soprattutto “politico” nel senso che questo è un “metodo” di rapporto dei cittadini tra loro e con l’ Amministrazione che realizza una partecipazione attiva e democratica. Penso che riflettere su questo aspetto ed estendere concretamente ad altri campi questo metodo di “fare la politica” sia dovere sia degli Amministratori che di tutti i cittadini singoli e associati.

Susanna Coen Cagli
Spinea

SPINEA SCUOLA MATERNA ITALO CALVINO: LE PROSPETTIVE FUTURE

Il sindaco incontra i cittadini venerdì 19 alle ore 16.30

Segnalo dal sito del comune di Spinea: Alcuni genitori della scuola materna Italo Calvino chiedono di approfondire le ragioni della chiusura della Scuola Materna prevista per il prossimo anno. L’Assessore alla Pubblica Istruzione Loredana Mainardi, l’Assessore ai Servizi Sociali Gianpietro Buiatti e l’Assessore ai Lavori Pubblici Gianpier Chinellato hanno partecipato alla riunione del Secondo Circolo didattico dell’11 novembre scorso. Gli Assessori hanno spiegato che ciò è dovuto ad un accordo di programma firmato dall’allora Sindaco Tessari e dall’Assessore Regionale ai LL.PP Massimo Giorgetti per l’erogazione di un contributo di eur. 735.246,03 per la costruzione della nuova Scuola Materna Munari. Come obblighi per il comune, quell’accordo prevedeva la dismissione della vecchia scuola materna W. Disney e della scuola I. Calvino con una destinazione d’uso pubblica.

Proprio per andare incontro alle esigenze di approfondimento prospettate dai genitori il Sindaco incontrerà questi cittadini alle ore 16.30 venerdì 19 novembre prossimo presso la Scuola Calvino

Aggiungiamo:

“questi cittadini “invitano tutti i cittadini interessati all’intervento

Ringraziamo le persone che hanno risposto alla e-mail precedente e le invitiamo ad ascoltare

Grazie

M.B.

Accattonaggio: sconfiggere le delinquenze e aiutare chi ha bisogno

SPINEA 17.11.2010
Ultimamente l’argomento che ha più coinvolto nei commenti e che divide sempre l’opinione pubblica ogni volta che viene trattato, è il fenomeno dell’accattonaggio. Ho visto anche le ultime lettere su Spinea News.

A dispetto dell’apparenza, non è un fenomeno a cui si può semplicemente opporsi o appoggiare, ma è un fenomeno complesso e dalle molte sfaccettature.

Come hanno fatto notare alcuni è un fenomeno molto antico che risale fin da epoca medioevale. Una volta rappresentava uno stile di vita e una scelta, dettata da condizioni sociali ed economiche, oggi dietro ai volti pietosi di chi chiede un’offerta si nasconde spesso un racket.

Come in ogni incontro che avviene nella vita, è difficile guardare in fondo alla persona e capire chi si ha davanti, forse è una donna povera, che ha perso tutto, che si è trasferita in cerca di una possibilità migliore, o forse è una donna costretta e minacciata che non riceverà neanche la metà di quei pochi spiccioli che ricava.

Ma come si fa vedere la differenza?

Beh, io non ho una risposta. C’è chi è propenso a vedere la bontà e a farsi prendere dalla pietà, e c’è invece chi crede di vedere il male in ogni cosa. E se ci guardiamo attorno vediamo che non ci sono solo il bianco o il nero, ma ci sono numerose tonalità di grigio.

Prima di tutto dobbiamo renderci conto che esistono queste realtà, negarle non porta nessun beneficio. In ogni territorio vi sono associazioni in cui sono gli stessi cittadini a prodigarsi per aiutare i più sfortunati, e vi sono delle istituzioni soprattutto che dovrebbero indagare e punire ogni tipo di racket all’interno del territorio. Sollecitare e partecipare al loro intervento è un modo per fare qualcosa di concreto, sempre nelle proprie possibilità.

Sconfiggere queste delinquenze rende la nostra casa e il nostro territorio più sicuri, e aiutare chi ha bisogno offrendogli una possibilità di riscatto nobilita gli animi.

Noi siamo capaci di farlo?

Anna Munaretto
Spinea

SPINEA 17.11.2010

«Chiusura scuola materna a Crea e tante chiusure, noi cittadini di Crea abbandonati»

14.11.2010
Cittadini di Crea,

dopo il passante e la futura tangenziale sud il comune e la regione hanno deciso di togliere definivamente dalla nostra frazione la possibilita’ di collegarci al centro.

Ci tolgono l’unico punto di incontro per i nostri figli.

Ci obbligano a mandare i figli alla nuova scuola di villaggio dei fiori. (MUNARI oggi con 170 bambini!!)

Ci obbligano a pagare un servizio di cui non avevamo bisogno (il pulmino)…ma ce lo daranno veramente visto che gia’ ai bambini delle elementari non viene garantito a Crea (!?)

Ci obbligano a non seguire la crescita dei nostri figli che all’ uscita della scuola dovranno o salire in macchina o sul pulmino senza piu’ poter star fuori a giocare e crescere con gli altri.

Hanno anche deciso che quella struttura pubblica comunale ..(quindi pagata da noi) verra’ data ai privati

Vi chiedo :

SIETE TUTTI D’ACCORDO?

Fatevi sentire abbiamo bisogno di sapere quanti nuovi o vecchi residenti avevano bisogno di questa struttura per i loro figli! Scrivete a mbusson@vodafone.it e per conoscenza a redazione@spineanews.com

Chiedo gentimente a chi segue questo sito di darci info sulla delibera della chiusura dell ‘ Italo Calvino in particolare ci serve la copia visto che da agosto AD OGGI non e’ stato possibile ottenerla NEMMENO tramite il sindaco, ma sembra che IN DATA 11/11/2010 sia stata letta (NO MOSTRATA) al consiglio di circolo. Vogliamo il numero di protocollo,

vogliamo trasparenza.

Grazie

M.B.
Una cittadina di Spinea

Sempre in tema di accattonaggio a Spinea

8.11.2010
Gentile redazione,

Con la presente vorrei replicare al sig. Luigi in merito alle sue affermazioni comparse nella vostra rassegna stampa del 05 novembre.

Non è facendo inutili moralismi che si aiutano queste persone. A parte il fatto che, in passato, in alcune occasioni, all’esterno del Super M vi era stato anche un uomo alquanto insistente e molesto nel chiedere soldi, e che quindi importunava le persone (chi vive nel quartiere lo può confermare, al contrario di chi magari vi si reca solo occasionalmente, visto che il fenomeno dura da moltissimo tempo..), si sa che quasi sempre dietro a queste persone ci sono veri e propri “racket” dell’elemosina (in un’occasione, un mio familiare ha assistito alla scena di un giovane – tutt’altro che indigente – che passava a “riscuotere” l’”incasso” della giornata..), quindi quasi mai i soldi raccolti servono direttamente a “sfamare” quelle persone. Le quali, in caso di reale necessità, potrebbero benissimo rivolgersi alla Caritas o ad altre associazioni caritatevoli che aiutano in situazioni di questo tipo. Anche le iniziative quali la “colletta alimentare”, a cui io stessa di solito partecipo (la prossima è in programma per il 27 novembre), con la quale si raccolgono generi alimentari proprio da donare agli enti e alle associazioni benefiche, sono finalizzate ad aiutare le persone in difficoltà (spesso queste persone che chiedono l’elemosina vengono da fuori città, quindi non credo che in questo caso possano intervenire direttamente i Servizi sociali del Comune).

Non è quindi con l’elemosina che si può risolvere il problema e cambiare la condizione di questa gente. Sempre un mio familiare mi ha riferito che, una volta, (in questo caso non a Spinea, ma è tanto per rendere meglio l’idea sulle reali necessità che spesso si celano dietro a richieste di questo tipo..) si era offerto di pagare qualcosa da mangiare al “questuante” di turno, ma la sua proposta era stata rifiutata perché questa persona voleva soltanto del denaro! E questo la dice lunga…

Ad ogni modo, il mio intervento era mirato soprattutto a sottolineare che, contrariamente a quanto affermato dal Sindaco, il fenomeno “accattonaggio” esiste anche a Spinea, eccome!!!

Vorrei concludere dicendo che, comunque (che piaccia oppure no…), ora esiste un regolamento, che come tale va rispettato. Da tutti.

Cordiali saluti.

 
Barbara Michieletto

Alcune considerazioni sugli interventi dei giorni scorsi

 

Salve,

mi è stato detto che i “rappresentanti” della fantomatica ditta di enel-gas stanno passando alcune vie del quartiere Dante in questi giorni.

Magari qualche poliziotto di quartiere potrebbe trovarli e verificare le loro generalità/scopo, sempre che esistano ancora i finanziamenti alla tanto pubblicizzata manovra pro-sicurezza che doveva investire ogni quartiere delle città italiane capoluogo di regione e provincia.

A quanto pare i due ragazzi sconosciuti / rivenditori  suonano campanello per campanello chiedendo proprio se si è interessati ad un confronto delle offerte su tariffe energia-gas.

Magari si potrebbe consigliar loro di passare per il vicino distretto di polizia per non incorrere nel reato di “procurato allarme”, reato che sembra valere anche se fossero realmente due rappresentanti di una ditta di fornitura di elettricità-gas nello sprovveduto esercizio di un lavoro retribuito.

In risposta a Sergio

La legge sul telemarketing: da quanto ho capito, su pressioni delle associazioni dei consumatori è stata modificata la vecchia legge inserita nel mille-proroghe che prevedeva tra l’altro il silenzio-assenso da parte degli utenti. La nuova legge prevede la nascita di un registro opposizioni in cui dovrebbero essere iscritte liberamente le persone che si oppongono alla pratica del telemarketing sul proprio telefono. Tuttavia l’istituzione del registro e delle regole per iscriversi od accedere alla consultazione, sembra siano state rinviate. Inoltre fino alla data di istituzione del registro, rimarrà in vigore la vecchia legge inserita nel milleproroghe. L’argomento è piuttosto caotico.

Quanto ai soggetti da coinvolgere forse conviene distinguere fra i casi discussi:

Le associazioni dei consumatori sono più adatte pr informare la popolazione (non solo gli anziani) sulle truffe che vengono praticate nei lavori consueti o nella stipula di particolari contratti. Per esempio, il 30 novembre con l’arrivo del digitale terrestre, molti antennisti ne approfittano oltre che per revisionare/potenziare l’impianto di un’abitazione, anche per vendere sistemi satellitari + abbonamento a rete satellitare a pagamento, inutili ai fini del digitale terrestre.

La polizia è più adatta ad insegnare alla popolazione come ci si comporta per la prevenzione riguardo determinati reati.

Inutile dire che più conoscenze si hanno, specie se offerte gratuitamente a tutti, meglio è, tanto quanto è vero che più la popolazione è spaventata, meglio la si governa.

Se non erro ultimamente nei giornali sono state promossi due convegni a nome del Comune riguardo a recenti leggi in materia edile… tuttavia convegni sostenuti da una società privata ed a pagamento.

Il lavoro dell’assessore ai Servizi Sociali spazia in molte materie e va per esempio dalle politiche a prevenzione dei casi di non autosussistenza (come per esempio nel 2007-2008 quando in piena crisi economica c’erano molte persone che rovistavano sui cassonetti retrostanti alla PAM per racattare qualcosa di utile) alle pratiche di educazione sociale.

Forse il problema è che ognuno ha una sua scala di valori d’importanza e le differenze fra queste riempiono già tante trasmissioni opinionistiche della tv e discussioni da bar.

Personalmente, mi piacerebbe aggiungere alle varie richieste al Comune:

1) incontri con l’associazione del CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, fondato fra gli altri da Piero Angela

2) maggiori spiegazioni su quali tecniche possono essere adottate per rendere visibile RAI 1, 2, 3 sul digitale terrestre, dato quei tre canali vengono diffusi in genere su una banda bassa (banda IV diversamente da altri canali trasmessi in banda V), costringendo necessariamente molte famiglie, desiderose di vedere quei canali, a chiamare un antennista per installare una logaritmica orientata correttamente verso il ripetitore più vicino.

Saluti

Marco
SPINEA

SPINEA La questione accattoni: un nuovo intervento

5.11.2010
Ho letto i commenti inviati sulla rubrica in data 3 e 4 novembre e devo dire che ne sono rimasto turbato.

Che il fenomeno dell’accattonaggio sia da sempre esistito , questo e’ un dato di fatto. Ma quello che mi ha particolarmente colpito sono stati i toni usati nel trattare il problema. Quante volte ci capita di trovare la persona che ci chiede qualcosa …. penso stia alla nostra predisposizione del momento , alla nostra sensibilita’

A volte ci capitera’ di dar loro qualcosa , altre volte no ….

Lo facciamo senza un atteggiamento preconcetto ….

Di persone che chiedono l’elemosina ce ne sono tante, certo non si puo’ dare a tutti, ma anche solo un saluto e un sorriso, penso servano comunque a farli sentire un po’ meno estranei (stiamo pur sempre parlando di esseri umani, come noi).

Capisco quindi ancor meno i due interventi che avevo letto perche’ non si fa riferimento a comportamenti illeciti, non ci sono aggressioni fisiche, non si ravvisano danni arrecati all’arredo urbano …. e quindi non so …. a che servivano i due interventi ? A dire che si deve eliminare l’accattonaggio ? E come ?

Ecco, questo sarebbe stato piu’ gradito: avere dei suggerimenti su come aiutare queste persone, coinvolgendo associazioni o volontari

Ci si scandalizza tanto quando qualcuno dice di togliere il crocifisso. dalle aule scolastiche, quale turbamento alla nostra identita’ cristiana Perdiamo invece l’occasione di manifestare con la pratica quotidiana quello che proprio quel crocifisso ci insegna.

Accorgiamoci dell’altro, non lasciamolo solo …. non sono quei 50 centesimi che ci manderanno in rovina ….

Lungi da me l’intento di fare una polemica : e’ solo un modesto contributo.

Affrontiamo questo genere di situazioni con tatto, sensibilita’ e con tanto buon senso.

Con simpatia.

Luigi Bortolin
SPINEA

SPINEA La questione accattoni: un altro intervento

Spett.le Redazione,

in riferimento a quanto segnalato dalla sig.ra Barbara su “Dico la mia” nella rassegna stampa del 3 novembre, volevo far presente che spesso ci sono persone che chiedono l’elemosina anche all’esterno del supermercato Coop di viale Sanremo (sempre nel quartiere Villaggio dei Fiori), quindi do ragione alla signora nell’affermare che il fenomeno dell’accattonaggio è una realtà anche da noi, contrariamente a quanto sostiene il Sindaco.

Inoltre, sempre al Villaggio dei Fiori, durante il mercato settimanale del mercoledì, non è raro notare sotto ai portici anche qualche giovanotto di colore che chiede a sua volta l’elemosina (qualche volta è capitato che qualcuno di questi cercasse di vendere anche della merce…). Visto che è stata prevista la presenza del “vigile di quartiere”, auspico che gli stessi ora effettuino dei controlli mirati a garantire il rispetto del nuovo regolamento appena approvato e atti a reprimere episodi di questo tipo.

Saluti,

Daniele
Via e-mail

Halloween: se questo è il modo di festeggiare…

 

SPINEA 1.11.2010
Ogni anno anche a Spinea molti cittadini e cittadine con figli più o meno grandi sentono il desiderio di festeggiare Halloween. Mi chiedo quali siano le motivazioni che spingono diverse persone, anche adulte, a suonare il campanello delle case altrui per fare “dolcetto o scherzetto”.

 

Mi chiedo se queste persone riflettono su cosa sia il rispetto per gli altri. Nelle case a cui campanelli vanno a suonare possono esserci le più disparate condizioni umane: persone malate, persone che vogliono riposare, famiglie che Halloween non lo vogliono festeggiare.

 

Tra gli altri, ieri sera alle 22.00 un gruppo di  10 ragazzotti e ragazzotte urlanti sono saliti e scesi correndo come una mandria di bufali nelle scale del nostro palazzo per avere il loro “dolcetto”…  hanno continuato il loro sano divertimento lanciando petardi nel parcheggio antistante il nostro palazzo.

 

Mi chiedo, dove hanno imparato questi quattordicenni che questa festa va celebrata in questo modo?

 

Confido che il prossimo anno porti più buon senso a grandi e piccini.

 

Franca Cecchinato

 

 

 

«Le “Dita della strega” di Nereide sono un’idea fantastica»

 SPINEA 30.102010

Gentile Redazione,

Le “Dita della strega” di Nereide sono un’idea fantastica! Non le avevo mai viste … sono veramente inquietanti! Fatele i complimenti da parte mia per l’originalità!

Cari saluti (e complimenti per il vostro lavoro che ci tiene quotidianamente aggiornati sulle vicende della nostra città e dintorni)

Valentina  Marin

 

  

 

Prevenire le truffe: sarebbero necessarie più informazioni

 

 SPINEA 30.102010

Gentile redazione

ringrazio anch’io Marco per le sue giuste segnalazioni che condivido perchè anch’io sono bersagliato dalle offerte telefoniche giornaliere ma  il mio pensiero va a tutte le persone meno giovani o comunque più  indifese di fronte a questi attacchi telefonici o “porta a porta” che  purtroppo spesso colpiscono duramente. Non so proprio come si potrebbe ovviare a questo, magari qualche esperto legale o della sicurezza pubblica potrebbe essere di aiuto in questo senso, informando le famiglie attracerso spot tv o distribuendo qualche opuscoletto semplice e comprensibile anche ai meno esperti. Potrebbe essere un’idea quella di organizzare degli incontri allo scopo, come si è fatto qualche tempo fa, presso i circoli o le associazioni che sono frequentate per lo più da persone anziane e/o sole. Forse l’assessorato ai Servizi Sociali o la Polizia Locale potrebbero essere coinvolti in questa iniziativa. Che ne pensate? 

Sergio

 

  

 

 

 

SPINEA Accattoni davanti al supermercato

3.11.2010
A proposito del nuovo regolamento di Polizia locale. Nel sito del comune leggo che il sindaco afferma “reati come l’accattonaggio non sono praticamente presenti sul territorio”. Vorrei far presente al sindaco che invece, e ormai già da lunghissimo tempo davanti al Super M del Villaggio dei Fiori ci sono persone che chiedono l’elemosina. E si sa che spesso dietro a queste persone ci sono veri e propri racket. Se il sindaco non ne è a conoscenza, ne deduco che forse non passa mai per il Villaggio dei Fiori visto che ora, in base al nuovo regolamento, ho la certezza che si tratta di un reato, sarà mia cura avvisare tempestivamente il vigile on line ogni qualvolta vedrò queste persone fuori del supermercato.

Barbara
Via SMS

E’ passata la mozione sulla modifica al regolamento edilizio presentata da IDV

SPINEA 30.102010

Voglio comunicare che a Spinea, è passata la mozione sulla modifica al regolamento edilizio in materia di energie rinnovabili presentata dall’Italia dei Valori, come da allegato.

Un sincero ringraziamento va fatto a Massimo De Pieri ed a tutte le persone del meetup de iGrilli Spinea 5 Stelle per il grande aiuto che ci hanno dato nella stesura della mozione. Un saluto ed un ringraziamento anche a tutti quelli che ci hanno dato voce.

Alfonso Delfino

Capogruppo IDV

Borse di studio del Bachelet: precisazioni

 SPINEA 1.11.2010

Nell’edizione nwes del 29 ottobre si porta la notizia (dalla Nuova Venezia) che il sindaco di Spinea Checchin premia 12 ottimi delle scuole medie di Spinea.

Vorrei precisare che:

1° i premiati sono stati 42, 12 con 10/10 e 30 con 9/10.

2° ad organizzare le borse di studio è stato il Centro Studi Bachelet con il Comune di Spinea, mentre per la parte ecconomica si deve aggiungere la Provincia di Venezia e Veritas.

3° a premiare durante la manifestazione, sono stati in tre: il presidente del C.S. Bachelt ing. Roberto Mialic, il Sindaco di Spinea Checchin e l’Assessore alla pubblica Istruzione della Privincia Claudio Tessari.

Giovanni Vianello
C.S. Bachelet

A proposito di falsi tecnici Enel….

 

25.10.2010
Gentile Redazione,

desidero ricollegarmi alla lettera inviatavi dal sig. Sergio e pubblicata nella sezione del vostro sito “Dico la mia” in data 10 c.m., dal titolo “Tecnici di Enel Energia o truffatori”?, per segnalare che gli stessi “personaggi” si sono presentati in più di un’occasione anche al Villaggio dei Fiori, in zona viale Viareggio (nel mio condominio sono a conoscenza di ben tre “visite” effettuate di recente da queste persone…).

Io, naturalmente, non ho aperto la porta e, la prima volta che si sono presentati, ho anche provveduto ad allertare i Carabinieri, perchè ho avuto subito il sentore che si trattasse di truffatori, visto che, chiedendo loro attraverso la porta di identificarsi, gli stessi si presentavano come fantomatica “Società Elettrica” (senza specificare il nome di “quale” società elettrica… E già questo mi ha insospettito non poco!!! Per buttarla in ridere, mi sono rammentata della “Società Elettrica” presente tra le proprietà del famoso gioco del “Monopoli”…). I Carabinieri mi avevano confermato di aver fatto bene a non aprire la porta, ma io speravo che potessero anche inviare una pattuglia in zona per effettuare una ricognizione e verificare se queste persone che giravano per le case fossero veri funzionari o truffatori (dallo spioncino ho visto che effettivamente esibivano un tesserino, ma si sa che lo stesso avrebbe potuto benissimo essere contraffatto..), ma purtroppo, forse perchè già impegnati in altri servizi più importanti, questo poi non è avvenuto.

Purtroppo la cronaca ci riporta quasi quotidianamente episodi di truffe che avvengono con modalità simili (come, appunto, tra le più recenti, quella sui decoder verificatesi di recente in Riviera del Brenta e nel Miranese, citata anche nella lettera del sig. Sergio), soprattutto ai danni di persone anziane. Quindi io mi chiedo cosa avrebbe potuto succedere, qualora queste persone siano veramente dei lestofanti, nel caso in cui ad aprire la porta fosse stata una persona anziana?

E’ bene che si parli di queste cose, in modo tale che queste persone, inevitabilmente le più “a rischio”, siano messe in guardia nei confronti di situazioni di questo tipo.

Ricordo che durante la precedente legislatura, quando era presente la figura dell’Assessore alla Sicurezza (ruolo che allora era ricoperto dal sig. Mauro Armelao), venivano spesso organizzati corsi per anziani, con l’intervento di esperti rappresentanti delle Forze dell’Ordine (come avviene anche in altri Comuni, come il famoso “Ocio ciò” organizzato periodicamente dal Comune di Venezia, sempre con la collaborazione delle Forze dell’Ordine), col fine di mettere in guardia queste persone contro truffe e raggiri.

Auspico che tali corsi vengano organizzati anche dall’attuale Amministrazione e che le Forze dell’Ordine effettuino, compatibilmente con le loro risorse di uomini e mezzi, dei controlli più frequenti del territorio (visto che queste persone periodicamente si ripresentano….).

Concludendo, ritornando alla famigerata “Società Elettrica” , con la quale queste persone mi hanno rammentato vecchi ricordi d’infanzia, facendomi ripensare al Monopoli, la prossima volta che si dovessero ripresentare la porta, aprirò loro esibendo la tessera dell’”Acqua Potabile” (che, per chi si ricorda questo gioco, faceva coppia con la Società Elettrica…)! Mi si passi l’ironia… Ma era tanto per sdrammatizzare!!! :-)

Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.

Barbara Vittorelli
SPINEA

Tecnici di Enel Energia o truffatori?

10.10.2010
Buon giorno,

ho letto la notizia della vendita porta a porta di decoder e volevo

sagnalare anche un’altra cosa: la settimana scorsa sono passati nella

mia strada (via De Amicis) due giovani che, suonando a tutti i campanelli ed esibendo un tesserino, dicevano di essere rappresentanti di una azienda francese, fornitrice di Enelenergia per l’energia elettrica. Chiedevano di vedere le bollette di energia elettrica e gas per capire se Enel aveva applicato le riduzioni sui costi dettate dalla loro azienda rappresentata. Ad una mia vicina anziana hanno anche detto che ha diritto ad ulteriori sconti vista l’età. Hanno parlato anche con me che ovviamente non ho aperto. Non so se questa cosa sia regolare ma mi puzza un pò e chiedo pertanto se questo è successo anche ad altre persone oltre a chiedere alle forze dell’ordine di alzare il livello di guardia. Grazie,
Sergio

Scrive un genitore: «La scuola Mantegna è dimenticata»

4.10.2010
Noto con piacere che sempre più spesso appaiono notizie relative alla sistemazione temporanea o definitiva di varie scuole di Spinea, sistemazione realizzata anche in tempi ragionevolmente brevi.

A questo punto mi chiedo: c’è una Spinea di serie “A” e una Spinea di serie “B” o inferiore?

Perchè nonostante le diverse sollecitazioni da parte di varie persone presso la scuola “A. Mantegna” del Graspo non è stato fatto ancora nulla?

Durante lo scorso anno scolastico è caduto il cancello scorrevole dell’ingresso, dopo una settimana sono passati per saldare una guida ma nessuno ha rilasciato alcuna certificazione del lavoro e adesso c’è il timore che riaprendolo possa cadere nuovamente; le porte dei bagni continuano ad essere rotte e pertanto rendono parte dei bagni impraticabili; la porta antipanico situata nella “zona mensa” ha problemi di apertura (a suo tempo in qualche modo è stata forzata) ma nessuno ha provveduto a sistemarla; i muri si scrostano e presentano vistose crepe ma nessuno ha proposto ai genitori di ridipingere le pareti …

Forse sarebbe ora che l’amministrazione comunale si decidesse ad affermare che alcuni quartieri periferici non sono visti come parte integrante della Città, e che contano solo in caso di elezioni.

Grazie per l’attenzione.

Un cittadino fortemente deluso

Scuola Andersen: velocità dell’amministrazione comunale per ripristinare l’ingresso

4.10.2010
Buon giorno sono un genitore di una bambina che frequenta l’ultimo anno della scuola materna Andersen, volevo ringraziare per la tempestività che l’Amministrazione Comunale ha provveduto nel ripristinare finalmente l’ingresso della scuola, prima dell’inizio dell’anno scolastico, in particolare ing. Leonardo Mercatali responsabile settore Lavori Pubblici – Viabilità, il quale sollecitato da una telefonata una settimana prima dell’apertura della scuola, ha provveduto all’intervento che neccessitava urgentemente, visto che sono state già prese le misurazioni per le nuove porte antipanico pregherei lo stesso a velocizzare i tempi di consegna posa.

C.M.

Via email

Ci sarà ancora la pista sul ghiaccio?

4.10.2010
Buongiorno, sono una mamma di Spinea, mi interesserebbe sapere se anche quest’anno sara’ presente il pattinodromo sul ghiaccio (zona stazione Spinea) come l’anno scorso. E’ un iniziativa bellissima dove i nostri figli possono imparare, divertirsi e stare in compagnia visto che d’inverno non ci sono molte attrative. Vorrei sapere quando inizia, poichè mi era stato detto dal gestore che forse iniziava a Novembre anzichè Dicembre se avrebbe avuto l’autorizzazione da parte del Comune.

Spero di cuore che questa iniziativa cosi bella e utile ai nostri figli ci sia anche quest’anno.

Attendo una Vostra risposta o un referente dove potermi informare.

Grazie mille e Vi porgo i miei cordiali saluti.

Mulachiè Tatiana

Via e-mail

SPINEA
Erba alta dietro la nuova caserma dei Carabinieri

17.9.2010 – La presente per fare una segnalazione: a Spinea in Via Martiri della Libertà, dietro la nuova caserma dei carabinieri, struttura che a breve verrà inaugurata, c’è una zona verde, di proprietà del Comune, nella quale da ben più di un anno e mezzo non viene effettuata la manutenzione (taglio dell’erba in particolare); la situazione è abbastanza indecente, in quanto la vegetazione è ad altezza uomo e nel “sottobosco” stanno proliferando animali selvatici portatori di malattie. Spero che questa segnalazione non passi inosservata. Grazie.

Mirko Michieletto
Spinea

SPINEA: L’amministrazione Comunale si rende disponibile a sostenere la richiesta dei genitori per il ripristino del secondo rientro settimanale. La decisione definitiva spetta al Collegio Docenti, che si riunirà a fine mese

16.9.2010 – Il giorno 13 Settembre c.m. si è svolto un incontro tra genitori rappresentanti delle classi seconde delle scuole primarie I. Nievo e C. Goldoni del 1° Circolo Didattico di Spinea, l’assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Spinea, la presidente del Consiglio del 1° Circolo Didattico di Spinea e alcuni membri (genitori e docenti) facenti parte del Consiglio stesso, per valutare soluzioni e proposte per il mantenimento, per il nuovo anno scolastico, del secondo rientro settimanale.

Per effetto delle Riforma Gelmini, infatti, 4 classi seconde dei plessi I. Nievo e C. Goldoni del 1° Circolo Didattico di Spinea da quest’anno si sono viste ridotto l’orario da 30 a 27 ore settimanali, perdendo in questo modo la possibilità di usufruire di 1 dei 2 rientri pomeridiani previsti lo scorso anno scolastico.

Per venire incontro alle richieste dei Genitori, l’Assessore alla Pubblica Istruzione Dott.ssa Mainardi ha fornito la propria disponibilità a sostenere l’iniziativa, consentendo l’utilizzo di risorse esterne (personale a.t.a., coooperative) per la sorveglianza dei bambini durante la pausa pranzo, svincolando gli insegnanti e recuperando in questo modo un paio di ore a settimana, da utilizzarsi per il secondo rientro settimanale. A questo punto la decisione finale compete al Collegio Docenti ed alla Dirigenza Didattica che dovrà pronunciarsi, nelle prossime settimane, rispetto a questa proposta. I rappresentanti di classe e tutti i genitori sono ovviamente ottimisti rispetto alla collaborazione degli Insegnanti e della Dirigenza che dovranno rivedere, su proposta dei genitori, la nuova organizzazione scolastica per le classi seconde, a fronte di questa opportunità che viene fornita dall’Amministrazione Comunale. Gli studenti, se la proposta dovesse concretizzarsi positivamente, vedrebbero ripristinato l’orario concordato all’atto dell’iscrizione, nel periodo pre-riforma Gelmini.

I rappresentanti di classe

SPINEA L’asfaltatura di via Roma: perché proprio ora?

15.9.2010 – Certo che ci vuole un mago della pianificazione dei lavori per far partire il rifacimento del manto stradale in concomitanza con la riapertura delle scuole.

Per tutto il mese di luglio e soprattutto agosto, il traffico su via Roma è stato ridotto al 20 % rispetto a quello attuale, grazie alle ferie estive e soprattutto alle scuole chiuse. Sappiamo tutti, inoltre, che più la temperatura esterna è elevata più è facilitato il lavoro di asfaltatura. Ma invece no!. Si aspetta che tutti siano tornati dalle vacanze, che le scuole riaprano, che la temperatura si abbassi ed ecco che puntualmente ore 8 del mattino, l’arteria più trafficata del miranese è bloccata dai lavori in corso. Per me è incomprensibile.
Flaviano Favero
Spinea

«Nuova Piazza? Per me è speculazione edilizia»

3.9.2010
Spett.le redazione,

la tanto decantata nuova piazza di Santa Bertilla è semplicemente l’ennesima speculazione edilizia, a spese degli Spinetensi e a favore dei soliti pochi…. Come Cittadina di Spinea trovo che sia ora di smetterla di costruire ovunque… Un grazie alla redazione di questo “giornale” SpineaNews per il lavoro di informazione continua, seria ed aggiornatissima che svolge.

Clara
Via e-mail

«Nuova Piazza: almeno non diciamoci bugie!»

3.9.2010
Gentile Redazione,

a proposito all’inizio dei lavori per la così detta “nuova piazza” di Santa Bertilla, mi pare che ci sia ben poco da festeggiare! Mentre l’idea di uno spazio pubblico di incontro e di “piazza” è certamente buona e desiderabile per i cittadini di Spinea, la realtà ipotizzata è molto lontana. Infatti sono previsti caseggiati e costruzioni e uno spazio nudo lastricato, senza alberi e possibilità di sostare, per di più affacciato su una strada di notevole percorrenza e quindi del tutto separato dal sagrato della chiesa. Intanto sono stati abbattuti dei vecchi e begli alberi che potevano essere salvaguardati e utilizzati e distrutti verde e spazi che certo potevano essere una risorsa per tutti i cittadini. Se non ricordo male, qualche anno fa gruppi di cittadini con il WWF avevano ripulito quell’area verde perché fosse utilizzabile da tutti e fosse conservata per il presente e il futuro (ci vogliono anni, a volte generazioni, per far crescere alberi!).

Il progetto attuale non risponde ai bisogni di spazi e di incontro dei cittadini, ma ad altri interessi e forse (sottolineo ironicamente forse!) altri bisogni e non tanto dei cittadini. Mi domando a che servono tante nuove costruzioni mentre a Spinea ci sono tante case invendute e vuote e il “trend” previsto di incremento della popolazione è stazionario da anni? E intanto perché non ci sono iniziative, sia pubbliche (per cui vedo le difficoltà economiche) sia private per spazi verdi, spazi sociali pubblici, anche recuperando l’esistente? Il dubbio che mi si affaccia è: forse non farebbero guadagnare abbastanza, non si potrebbe speculare altrettanto facilmente da parte di chi ha forti interessi economici?

Basterebbero molte meno risorse per recuperare e sistemare edifici pubblici e privati per scopi sociali e anche commerciali ed abitativi. E non si dica che a Spinea c’è bisogno di case e perciò è necessario costruire! Il bisogno di case troverebbe risposta benissimo nell’esistente se fosse accessibile economicamente a chi ne ha bisogno. E non si dica che noi cittadini “guadagniamo” una nuova piazza, quando non ne abbiamo neanche una di “vera piazza” e abbiamo una difficoltà culturale diffusa a concepirci come “città” di convivenza.

A mio parere, sono altri gli interventi utili (pubblici e privati: le responsabilità in proposito sono di tutti noi!) per fare la/le piazza/piazze di Spinea come “polis”. E almeno non mascheriamo la realtà e “nominiamo” i diversi interessi e aspettative in campo. Una volta si sarebbe detto: almeno non diciamoci bugie!

Cordialmente.

Susanna Coen Cagli
Via e-mail

 

Spinea: “doposcuola” indigesto

Spinea, 27.7.2010 – Qual è la soluzione da proporre ai genitori delle classi seconde delle scuole primarie di Spinea che il prossimo anno scolastico si troveranno con un rientro pomeridiano in meno? Il DOPOSCUOLA.

Questa è la strada che si vuol intraprendere per rimediare al taglio imposto per effetto della Riforma Gelmini e che coinvolgerà in prima linea gli alunni delle seconde classi delle scuole primarie funzionanti col vecchio “modulo”, le quali si vedranno decurtato l’orario settimanale da 30 a 27 ore con conseguente perdita di un rientro pomeridiano.

Alcuni genitori colpiti da questo taglio si sono mobilitati già da novembre scorso cercando di coinvolgere le Istituzioni Scolastiche e l’Amministrazione Comunale. Purtroppo la Scuola non ha l’organico necessario per continuare a garantire la copertura delle 30 ore e il Comune non dispone di risorse economiche da dirottare agli istituti scolastici per sanare i tagli imposti dal Ministero.

La soluzione proposta da alcuni genitori è quella di attivare il servizio di Doposcuola, facoltativo, per tutelare le famiglie penalizzate dall’eliminazione del secondo rientro pomeridiano.

Succede però che, su specifica richiesta di poter utilizzare degli spazi scolastici per svolgere tale attività, il Consiglio di Circolo del Primo Circolo Didattico di Spinea si sia espresso con un esplicito diniego rimettendo il tutto ad un tavolo delle trattative previsto per il prossimo settembre a cui dovrebbero partecipare i vari organi interessati: componenti il Consiglio di Circolo, Amministrazione Comunale, Dirigente Scolastico, Comitato Genitori, associazioni culturali operanti nel territorio.

Praticamente allo stato attuale nulla è stato fatto. Sono passati ben otto mesi dalle prime, ragionevoli richieste di supporto alle Istituzioni e, ad oggi, i genitori ed i bimbi non sono riusciti ad ottenere una soluzione concreta al loro problema.

Rimane l’impegno dell’amministrazione comunale, più volte contattata, per cercare una soluzione. Rimane la caparbietà dei genitori che non accettano porte chiuse in faccia su tutti i fronti.

Rimane la consapevolezza di chi crede che il progetto doposcuola non sia una soluzione tampone ma debba essere considerato come l’organizzazione futura di una scuola che sta perdendo dei pezzi per strada, che non riesce più a fornire alle famiglie un supporto necessario per la gestione del tempo scuola dei propri figli in relazione alle esigenze lavorative dei genitori.

Rimane l’ultimo, estremo tentativo di salvare quel che rimane della Scuola Pubblica, evitando che le famiglie, per esigenze lavorative, debbano ricorrere a strutture private perché la Scuola Pubblica non è in grado di garantire il tempo pieno e non provvede ad attivare nessun’altra valida alternativa per i propri figli.

Rimane anche la scelta, a titolo di protesta, fatta da alcuni genitori di rinunciare alle ore di insegnamento della religione cattolica per impiegarle in altre attività scolastiche.

Quello che chiedono ora i genitori è una maggiore partecipazione degli enti locali (in quanto rappresentanti dei cittadini) che, nonostante l’evidente interesse generale rispetto a questo problema, non sono riusciti a dare respiro all’iniziativa che non è stata né sostenuta né compresa dal mondo politico e amministrativo. L’unica soluzione proposta finora è stata quella di ”scendere in piazza a protestare”; ma ora, con settembre alle porte, chi avrà il coraggio di andare a proporre ancora una volta ai genitori rimasti “a bocca asciutta” una simile soluzione?

Paolo Bettiolo

Caroli Bellio

SPINEA

Volontari si, volontari no: continua il dibattito. Leggi gli interventi qui di seguito

Volontari per la città e sindaci in fascia nera. Lettera aperta al consigliere Mauro Armelao

Caro Mauro,

la tua intemerata sul bando della giunta di Spinea “Volontari per la citta” descritto come: “Iniziativa assurda e vergognosa” con l’aggiunta: “Ridicolo pulire Spinea e pagare pure le tasse”, ha sortito una reazione scatenante: pro e contro, come sempre accade quando si va al cuore delle cose.

Un giovane uomo come te, che si è speso nel mondo della solidarietà, ex assessore, oggi consigliere comunale, politicamente impegnato, la sussidiarietà pensavo l’avesse nelle vene. Consentimi una domanda: “Se due cittadini che pagano le tasse, uno decide di spendere un po’ del suo tempo libero per pulire gratis il parco della sua città (da assessore l’ho fatto più volte), e l’altro si impegna in una associazione che assiste i disabili, che differenza c’è?”. Entrambi compiono generosi atti d’amore verso la comunità.

Conoscendoti, mi sarei aspettato una diversa e più attenta riflessione sul bando, e non portare una cosa nobile come il volontariato, nell’agone politico. Proviamo a farlo insieme.

Ogni giorno i nostri sindaci sono sui giornali con tricolore e fascia nera. Vanno a Roma a dire no al taglio dei trasferimenti ai comuni. Così com’è impostata, la manovra Tremonti da 25 miliardi di euro (la meno pesante d’Europa), impoverisce i bilanci comunali, non è selettiva e penalizza i comuni virtuosi. Determina le premesse per il taglio dei servizi ai cittadini o l’aumento delle tasse locali.

Ma noi, che abbiamo attraversato molte stagioni politiche, con onestà una domanda dobbiamo porcela. Perché l’Italia, ricostruita nel dopoguerra con immani sacrifici, riscattata moralmente ed economicamente, il Paese del “Miracolo economico”, è giunta a questa disastrata situazione finanziaria, dentro un “Sistema Europa” che non ce la fa più?

Anni e anni di finanza allegra, sperpero di denaro pubblico in ogni dove, voti di scambio su tutti i fronti: il consenso elettorale pagato a piè di lista. E tangentopoli.

In quel disastrato sistema clientelare, molti comuni, di ogni colore politico, sono stati attori protagonisti. L’elenco dei danni e delle follie amministrative, sarebbe una interminabile via crucis. I sindaci che oggi protestano, dovrebbero ricordarsi da dove viene il terzo debito pubblico mondiale, il nostro. E i debiti, quando si fanno, si pagano. O lo facciamo noi o toccherà ai nostri figli!

E allora niente fasce nere cari primi cittadini: evocano il periodo più buio e nefasto della recente storia della nostra cara Italia. Ma un grande patto di solidarietà nazionale: risparmiare e lavorare di più, questo bisogna fare per rimettere in moto il Paese. Come hanno fatto i nostri padri.

Mauro, se vuoi andiamo insieme a pulire il parco. La scopa te la regalo io.

Spinea, 25 giugno 2010 Giovanni Da Lio

Consigliere Comunale

Lista ‘Il Popolo di Spinea”

OPINIONI ARRIVATE VIA SMS

Anch’io avrei bisogno di alcuni lavori in casa che al momento non mi posso permettere… C’è qualche funzionario comunale che nel tempo libero possa venire a darmi una mano? (gratis naturalmente…). Scherzi a parte perché i nostri amministratori non danno loro il buon esempio rimboccandosi le maniche e facendo qualche lavoro per il quale ora richiedono l’intervento dei cittadini (che pure pagano le tasse)? Che si taglino le spese inutili e si garantiscano i servizi essenzial! E poi, visto che i tagli non riguardano solo Spinea, perché in altri comuni questo non avviene? Se sono solo i nostri che non riescono ad amministrare bene che se ne vadano pure a casa!

Daniele

Armelao è sempre stato orgoglioso dei volontari, essendo stato lui stesso un volontario, come confermano anche le testimonianze contenute in alcuni interventi che mi precedono e sono convinto che lo sia tuttora. Anche il fatto che abbia sempre voluto ritagliare uno spazio per il volontariato nell’ambito della festa del pescatore da lui inventata, è un’ulteriore conferma di grande sensibilità nei confronti del volontariato stesso. Credo quindi che la sua fosse una critica solo nei confronti di questa iniziativa dell’amm.ne comunale, con la quale personalmente nemmeno io sono d’accordo e non nei confronti dei volontari e del volontariato in generale, ai quali ha sempre dimostrato grande stima e rispetto.

Lello

“Sacrifici” in più dai volontari?

Buon giorno

Vedo che la querelle sul discorso volontari per “lavoretti” nel nostro

territorio comunale continua e francamente sono sconcertato nel vedere

addirittura la richiesta specifica fatta alle associazioni di “aiutare e

supportare” questa iniziativa! Credo che qualcuno stia veramente

esagerando. Come si può chiedere ad un’associazione di volontariato,

qualunque essa sia, sapendo che i volontari dedicano già il loro tempo

libero ad attività sociali, un ulteriore sacrificio per dei compiti che

dovrebbero essere d’istituto della nostra amministrazione alla quale

tutti versiamo i giusti balzelli? Siamo certi che gli addetti alla

manutenzione sono gestiti in modo ottimale e sono dotati dei mezzi

necessari alle loro funzioni e che tali mezzi sono tutti correttamente

mantenuti in efficienza? E’ possibile fare un po’ meglio di quanto non si

faccia oggi in questa direzione, magari sfruttando anche le potenzialità

operative dei lavoratori socialmente utili, gestiti dalle maestranze

comunali, evitando di spremere ulteriormente il mondo del Volontariato?

Credo sia compito di chi governa verificare queste cose e sia compito

delle opposizioni verificare che questo avvenga, nell’interesse dei

contribuenti.

Grazie per l’attenzione

Sergio

“Armelao era molto orgoglioso dei volontari”

Quand’era assessore Mauro Armelao era molto orgoglioso dei volontari che operavano in Comune. Come mai adesso ha cambiato idea? Come volontaria della protezione civile e dell’università della libera età Auser mi meraviglio delle sue affermazioni.

Nedda C.
Spinea
24.6.2010

“Che male c’è a chiamare a raccolta la popolazione e cercare aiuto?”

Dicono “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire“: è proprio vero. Ancora una volta, si antepone agli interessi generali e al bene comune, il proprio tornaconto elettorale, i proprio affari di bottega, la polemica sterile e strumentale. Peccato che, non ci si accorga che la bottega oramai è sempre più vuota, i clienti sempre più delusi, il prodotto sempre più scadente.

Da cosa nasce tutta la polemica? I bilanci dei comuni sono sempre più ristretti: si cerca allora la famosa quadratura del cerchio, cioè di risparmiare qualche soldino. Si spulcia tra le pieghe del bilancio e non si trova un granché su cui rosicchiare. Almeno immagino sia andata così.

L’idea è di risparmiare sulla manutenzione ordinaria. Ma come fare a spendere meno senza diminuire il livello e la quantità/qualità dell’attuale servizio?

Come dire: la busta paga che entra in famiglia diminuisce … che si fa, si mangia meno? Si elimina qualche bocca da sfamare? Magari se trovi qualcuno che ti regala qualcosa, si fa la spesa insieme per risparmiare, magari anche quello serve, per tirare avanti.

Sarebbe bello servirsi anche di chi è attualmente in cassa integrazione, in mobilità , ma non sarebbe sempre un costo? Una busta paga (seppur minore) per l’ente? Se non ci sono soldi, non ci sono soldi neanche per dare lavoro a chi non ce l’ha.

E quindi? Se trovi qualche persona volenterosa che ti aiuta, nel tagliare l’erba, potare una pianta, dipingere una ringhiera, aggiustare un banco di scuola, riparare una finestra, intonacare una parete, che male c’è?

Funziona già anche in altri comuni italiani ed in modo organizzato con delle convenzioni che regolano le attività, dove vengono stabilite le responsabilità, le varie coperture assicurative, le mansioni delle persone.

Che male c’è a chiamare a raccolta la popolazione e cercare aiuto per continuare a far funzionare dignitosamente l’erogazione dei servizi che con i tagli ai bilanci comunali rischiano di non poter più essere garantiti?

Che senso ha criticare questo genere di iniziative? Qual è lo scopo della critica? Chi critica ha delle alternative da proporre?

E’ anche per colpa di queste persone che molti elettori si sfiduciano e si allontanano dalla vita politica . E’ segno di poca serietà e senso civico.

Non la butto in politica, non è questo il contesto ed il momento per parlare di chi ha la responsabilità di aver fatto questo genere di scelte, di fare questo tipo di tagli (enti locali, scuola, sicurezza, sanità , cultura… ): non serve a niente.

Il punto è che soldi non ce ne sono e non ne entreranno di nuovi. C’è da mandare avanti il nostro comune di Spinea: chi ha disponibilità di prestare servizio per il bene comune, si faccia avanti. Per una volta tanto, diamo noi, cittadini di Spinea, buon esempio, collaborando per il bene comune.

Anche in una ultima lettera leggo che , un conto è ricorrere al volontariato organizzato, un altro conto ai volontari improvvisati. Quindi, tanto fumo per nulla? Mi sembra di capire (da tale affermazione) che l’idea di utilizzare i volontari sia buona e quindi da perseguire: giusto?

Vorrà dire che ci saranno lavori che solo volontari organizzati possono fare, e dei lavori che anche i volontari improvvisati possono fare: lasciamolo valutare a chi sarà demandato a gestire i rapporti con chi darà la propria disponibilità; vedrete che i vari responsabili dei vari uffici comunali interessati, con la loro esperienza e le loro capacità, sapranno gestire e coordinare al meglio ed in tutta sicurezza chi si farà avanti.

Luigi Bortolin
Spinea
24.6.2010

ARMELAO RISPONDE

“Una maggioranza di centro-sinistra che legge senza capire, non conosce la storia politica locale e non sa nemmeno quello che dice! Purtroppo questi sono segni evidenti di un’amministrazione priva di idee, progetti e colma di invidia…”

Chi ha mai offeso i volontari? Io non mi sono mai permesso di offendere qualsiasi volontario, anzi ho sempre difeso e sempre lo farò, il volontariato e i volontari, qualsiasi essi siano. Ho sempre sostenuto che il nostro paese, l’Italia, senza volontariato, sarebbe messa in ginocchio.

Mi sorprendono le parole dei consiglieri di maggioranza (non tutti) ed in particolare quelle del consigliere Alfonso Delfino, le quali dicono chiaramente che ho offeso e denigrato le persone che fanno del volontariato a Spinea. Dove hanno letto queste cose? O come il solito, la sinistra stravolge la realtà dei fatti mettendo in bocca alla gente cose mai dette?

Ricordo ai consiglieri che ho criticato una scelta politica dell’attuale amministrazione comunale e cioè quella di reclutare volontari per lavori che sono sempre stati di competenza comunale e nel contempo ho anche detto “tanto di cappello ai futuri volontari” riconoscendo a questi il merito di mettersi a disposizione per il bene di Spinea. Non so dove sia l’offesa in tutto questo. Per caso dire di chi sarà la colpa se un lavoro sarà svolto male è un offesa?

Mi si permetta di dire che i cittadini onesti che pagano le tasse hanno il diritto di avere servizi adeguati e quindi di certo la responsabilità dovrà sempre ricadere sull’amministrazione e non di certo verso i volontari che andranno a svolgere i lavori. Qui non stiamo parlando che l’amministrazione comunale si appoggerà per certi lavori ad un’associazione già esistente e di cui si ha la sicurezza della competenza in un determinato settore, come potrebbe essere quella riferita al giardinaggio. Qui parliamo anche di lavori di muratura, dipintura e idraulica, lavori che implicano una certa responsabilità e capacità.

Come possiamo sapere se le persone che faranno domanda abbiano una competenza specifica? Come si può far entrare nelle scuole e negli uffici comunali persone completamente estranee? Per quanto ne so io le principali associazioni di volontariato che operano a Spinea, hanno fatto dei corsi di formazione e successivi corsi di aggiornamento e quindi non sono volontari improvvisati. Perché l’amministrazione non ha voluto assumere nuovi Lavoratori socialmente utili (LSU)? Vengono spesi dei soldi per determinati lavori, i quali potevano essere tranquillamente svolti dagli LSU, risparmiando anche dei soldi e nello stesso tempo aiutando dei nostri cittadini in cassa integrazione. Che i consiglieri mi spieghino anche questa cosa.

Chiunque abbia letto l’articolo pubblicato sulla Nuova Venezia di lunedì 21 giugno 2010 si renderà conto che nessuna offesa è stata rivolta ai volontari. Per far capire a tutti che il sottoscritto sostiene il volontariato i ogni sua forma, ricordo i miei interventi a favore del volontariato. In ordine di tempo ricordo la critica nei confronti di un decreto, fatto dal governo di centro sinistra, che di fatto equiparava un presidente di una associazione onlus ad un dirigente d’azienda, articoli apparsi sul gazzettino dell’11 settembre 2008 e la Nuova Venezia del 10 settembre 2008, consultabili anche tramite il mio sito internet www.mauroarmelao.it .

Poi ricordo il progetto presentato tramite l’associazione Libro Aperto di Spinea e successivamente sposato da Ascom ConfCommercio del Miranese e dalla Croce Gialla di Spinea, che riguarda gli sconti commerciali come incentivo al mondo del volontariato attivo, pensato dal sottoscritto proprio come riconoscenza nei confronti di questi cittadini che gratuitamente prestano la loro opera a favore e per il bene di tutta la collettività. Se tutto questo secondo i consiglieri è offendere i volontari…, giudicate voi, ma a questo punto penso che la cosa sia solo una misera polemica politica fine a se stessa, atta a colpire e denigrare una persona che ha proposto e che continuerà a proporre cose buone per il bene di tutta la città, senza guardare il colore politico o altro.

Dovrebbe essere proprio Delfino e tutti i suoi amici di bottega a chiedere scusa al sottoscritto, perché hanno messo in bocca a me parole mai dette ne tanto meno pensate, e quindi hanno indotto la gente che non mi conosce, a farsi un’idea sbagliata di me e a creare malumore all’interno del mondo del volontariato, che grazie a Dio, va avanti bene anche senza la politica.

Voglio concludere questa mia precisazione, dicendo che ormai da quasi un anno, in una mia precisa interpellanza, chiedevo all’assessore al commercio e all’assessore alla protezione civile di dare il via libera al gruppo comunale di protezione civile, affinché possa aderire al progetto “Sconti commerciali per i volontari”, trattandosi appunto di un gruppo comunale, ma da allora nulla è stato ancora fatto. E’ questo il riconoscimento che questa amministrazione ha?

E’ stata cancellata di netto la manifestazione Spinea TUTTINFESTA che si svolgeva a fine maggio inizio giugno. In detta manifestazione venivano coinvolte associazioni di volontariato e sportive, ma sembra che anche in questo caso al governo cittadino non glie ne sia importato nulla.

Ringrazio di cuore tutti i volontari di Spinea e non, che ogni giorno “lavorano” per il bene della nostra società.

Spinea, 23 giugno 2010

Mauro Armelao

Consigliere Comunale di Spinea

Capogruppo Lista civica “Spinea per la Libertà”

“Se qualche cittadino ha del tempo libero da mettere a disposizione della collettività, ben venga, ma che sia l’amministrazione ad emettere addirittura un bando per “reclutare” dei volontari mi sembra proprio assurdo”

Spett.le Redazione,

sono la responsabile del Gruppo di Sostegno di Spinea della Fondazione Fibrosi Cistica Onlus, gruppo che ho aperto lo scorso anno con la finalità di sviluppare iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi a favore della ricerca su questa malattia genetica, e quindi come tale mi occupo anch’io di volontariato.

In riferimento a quanto affermato dal consigliere Delfino, vorrei far presente che come volontaria non mi sono sentita assolutamente “offesa” né tantomeno “denigrata” dalle esternazioni fatte da Armelao. Ritengo quindi che Delfino abbia travisato il senso delle affermazioni di Armelao, che condivido in pieno.

Prima di tutto come cittadina, infatti, nell’apprendere la notizia che il Comune avrebbe provveduto ad emettere un apposito bando per la ricerca di volontari per la manutenzione del verde pubblico ed altre attività socialmente utili “per risparmiare”, il mio primo pensiero è stato più o meno lo stesso di quello espresso da Armelao. Se dobbiamo essere noi cittadini a svolgere compiti che normalmente dovrebbero essere di esclusiva competenza dell’amministrazione comunale (e pagando pure le tasse per avere determinati servizi…), in modo provocatorio mi verrebbe da affermare che allora avremmo noi il diritto di sedere sui banchi della giunta al posto dei nostri attuali amministratori (e magare percepire pure i loro compensi…).

A parte il fatto che Armelao non è mai stato favorevole alle ronde, anzi, semmai è proprio l’esatto contrario, visto che ha sempre dichiarato espressamente di non approvarle (ciò dovuto in primis al suo status di appartenente alle Forze dell’Ordine – unici veri tutori dell’ordine pubblico – ed in secondo luogo anche alla sua appartenenza politica, visto che, com’è noto, è sempre stata la Lega ad essere a favore delle ronde, mentre Armelao appartiene al Pdl – ex An), quindi quest’affermazione è del tutto sbagliata (e comunque non voglio addentrarmi in questioni politiche, altrimenti rischierei di sviare l’attenzione dall’importante argomento in questione, ossia il volontariato), lui stesso in passato si è occupato in prima persona di attività di volontariato (che, tra l’altro, gli hanno pure valso la benemerenza di Cavaliere di San Marco) e durante il suo assessorato – quando si occupava anche di Protezione Civile – si è sempre distinto per avere intrapreso iniziative in favore del volontariato stesso (basti ricordare, ad esempio, la sua lodevole iniziativa di creare una tessera ad hoc che permettesse ai volontari attivi di beneficiare di alcune agevolazioni sugli acquisti effettuati nei negozi della città aderenti all’iniziativa, oppure la sua donazione di un nuovo labaro alla Croce Gialla di Spinea..).

Vorrei far presente che è stato lo stesso Armelao a dare l’opportunità al mio gruppo di sostegno di partecipare alle ultime due edizioni della festa “Il Villaggio del Pescatore” (manifestazione, tra l’altro, da lui ideata), affidandoci la gestione della vendita dei libri sulle tradizioni chioggiotte (di cui parte del ricavato è stato devoluto dalla libreria alla Fondazione Fibrosi Cistica Onlus) da affiancare alla vendita di altri gadget per la raccolta di fondi per la ricerca.

Se qualche cittadino ha del tempo libero da mettere a disposizione della collettività, ben venga, ma che sia l’amministrazione ad emettere addirittura un bando per “reclutare” dei volontari mi sembra proprio assurdo.

Alcuni compiti richiedono comunque una specifica preparazione e determinate competenze, in quanto potrebbero anche essere potezialmente pericolosi (un conto è piantare una piantina nell’orticello di casa, un’altra cosa è invece maneggiare cesoie, decespugliatori o altre apparecchiature che possono comportare anche molti rischi per chi non li sa maneggiare con le opportune cautele, che non è quindi di certo il caso di affidare ad improvvisati “giardinieri della domenica”!).

Va ricordato che alcune categorie di volontari, prima di poter svolgere determinate mansioni, devono seguire specifici corsi di formazione al fine di ottenere l’abilitazione a poter espletare tali incarichi (come ad esempio i volontari della Croce Gialla, che devono frequentare un apposito corso di preparazione e sostenere un esame che dimostri che abbiano acquisito le competenze necessarie a svolgere le varie attività di soccorso ed assistenza).

Un conto quindi è ricorrere al volontariato “organizzato”, ovvero ricorrere a volontari che comunque operano a titolo totalmente gratuito ma hanno comunque una certa competenza e preparazione in materia, mentre altra cosa è ricorrere a volontari “improvvisati” che – se pur con tutta la loro buona volontà – magari per inesperienza rischiano di fare più danni che benefici! E non ha importanza che per loro sia prevista anche una copertura assicurativa: meglio infatti “prevenire” che “curare”!!!

Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.

Barbara Vittorelli

Gruppo di Sostegno FFC Spinea

Volontari: “Più corretto utilizzare i lavoratori cassaintegrati o in mobilità”

Gentile redazione

chi vi scrive è volontario da circa 25 anni ormai. Credo che la parola volontario abbia diritto almeno alla “V” maiuscola per quello che fa in favore della comunità, in tutte le forme che esistono, per fortuna direi, nel nostro comune. Credo anche però che non sia totalmente giusto chiedere ai volontari di pulire le scuole, rassettare i giardini pubblici o di eseguire le piccole manutenzioni dei viali pedonali o altro.

Credo sia più corretto utilizzare i molti lavoratori che sono, non per colpa loro, cassaintegrati o in mobilità, contribuendo per quanto possibile ad aiutare le loro magre tasche, con poco impegno per le casse comunali, magari contribuendo anche a non costringerli a fare del lavoro cosiddetto “nero” per sbarcare un pò meglio il lunario. Mi sembra che sarebbe forse la soluzione eticamente più corretta, senza togliere forze al Volontariato già notevolmente impegnato di questi tempi per sopperire alle molte carenze strutturali del sistema.

Grazie per l’attenzione,

Sergio

Spinea

GRUPPO CONSILIARE ITALIA DEI VALORI DEL COMUNE DI SPINEA
“Armelao offende e denigra tutte quelle persone che fanno del volontariato a Spinea”

Gentile redazione,

Sentendomi chiamato in causa, sia come amministratore, che come volontario del comune di Spinea, dal consigliere Armelao voglio segnalare che sono rimasto molto sorpreso nel sentirlo attaccare i volontari della città, quando fino a ieri con il suo partito era favorevole addirittura alle ronde, per non dire poi che quando era Assessore del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Spinea (di cui mi onoro di farne parte, fin dalla sua nascita, come volontario) in più occasioni ha richiesto il nostro intervento per varie iniziative e sicuramente il più delle volte non erano da considerarsi emergenze, senza star a pensare che il mio impegno, «a titolo gratuito e sottolineo gratuito, sacrificando anche del tempo alla famiglia», era prestato per far risparmiare l’amministrazione comunale, (amministrazione in cui non mi riconoscevo per appartenenza politica), ma semplicemente ritenendo che si può donare del tempo, per aiutare chi ne ha bisogno, consapevole che non sempre gli aiuti possono arrivare dal cielo. Ma quello che più mi fa indignare è il fatto che con questo comunicato offende e denigra tutte quelle persone che fanno del volontariato a Spinea, senza alcun interesse e per la sola gratificazione di sapersi utili per il prossimo e la collettività, come la maggior parte di persone che conosco e con cui collaboro, qualità che oggi non si trovano con tanta facilità in giro, ricevendo come contropartita e non sempre, un semplice grazie. Penso comunque che i volontari preferirebbero rimanere fuori da queste beghe politiche.

Inoltre segnalo che non esiste il volontario di serie “A” o di serie “B” ma semplicemente il volontario, ognuno dando quello che può. Ci sarà quello più bravo che salverà qualche vita umana e ci sarà quello meno bravo che curerà un’aiuola o farà anche le pulizie come già ha fatto il sottoscritto in occasione della manifestazione scuole aperte, con la passata giunta, di cui Armelao ne faceva parte.

Ritengo quindi che se c’è qualcuno che si dovrebbe vergognare, penso sia proprio Armelao, a meno che non chieda pubblicamente scusa a tutti i volontari, impegnati nelle varie associazioni, altrimenti per coerenza con quello che ha detto e per i dubbi sollevati, dovrebbe chiedere la chiusura di tutte le strutture di volontariato.

Vi saluto e vi ringrazio per il tempo concessomi.

Consigliere Alfonso Delfino

Capogruppo Italia dei Valori

Comune di Spinea (VE)

Ecco l’articolo pubblicato sulla Nuova Venezia a cui si riferisce l’intervento dell’Italia dei valori

LA NUOVA LUNEDÌ, 21 GIUGNO 2010 Pagina 20 – Provincia «Assurdo arruolare volontari» Spinea. Il Pdl contro la proposta del Comune

SPINEA. «I volontari per la città? Iniziativa assurda e vergognosa». Il consigliere del Pdl Mauro Armelao stronca la proposta della maggioranza, che ha lanciato l’arruolamento di cittadini per svolgere gratuitamente lavori di piccola manutenzione. Una scelta motivata anche con la riduzione dei trasferimento statali, che mettono in seria difficoltà i conti del Comune. «E’ ridicolo – spiega Armelao – che i cittadini debbano pulire la propria città pagando pure le tasse. Tanto di cappello ai futuri volontari che si metteranno a disposizione, ma questo è un segnale di debolezza della maggioranza, che dimostra scarsa capacità amministrativa». Secondo il consigliere infatti chiedere a comuni cittadini di prendere in mano decespugliatori e piccozze per sistemare aiuole e giardini è sbagliato e allo stesso tempo rischioso. «Mettiamo che un lavoro venga svolto male dai volontari – spiega Armelao – di chi sarà la responsabilità? A chi dovrà chiedere conto il cittadino? Va bene le difficoltà di bilancio e le risorse esigue, nessuno le mette in dubbio. Ma questa è una non soluzione, che chiama in causa i cittadini per lavori che non gli competono. Avanti di questo passo, tra qualche mese ci troveremo la gente a fare le pulizie in comune». La novità era stata lanciata nei giorni scorsi dal sindaco Silvano Checchin, dopo una delibera di giunta. A giorni dovrebbe uscire il bando per aderire al corpo di volontari cittadini e poi avverrà la selezione. I volontari si occuperanno di lavori di piccola manutenzione, affiancando gli operai comunali, soprattutto nella cura del verde pubblico. (f.d.g.)

Spinea e piste ciclabili: un paese curioso

5.6.2010

Gentile redazione,

Spinea è forse un paese curioso, in cui l’amministrazione dà ascolto a ciclisti che si lamentano della presenza di pedoni nella pista ciclopedonale (come da cartello circolare blu con omino e bicicletta); è forse un paese che si lamenta di tutto ciò solo per via Matteotti o per via Roma, quando molte altre strade non hanno né marciapiede, né pista ciclabile, né pista ciclopedonale…benché vi siano anche in queste strade sia pedoni che ciclisti, che condividono la sede stradale con le automobili, nonché vandali che imbrattano gli autovelox d’oro (d’oro perchè una recente leggenda metropolitana narra che sarebbero costati 15.000 euro ognuno).

In qualche altro paese magari i ciclisti installerebbero campanelli, ovviamente per utilizzarli, chiederebbero “permesso di passaggio” a voce ai veicoli lenti, alias pedoni, revisionerebbero i freni, attenderebbero qualche secondo dietro ai pedoni finché non si scostano, si aggiornerebbero con libri sul nuovo codice della strada più volte modificato nei decenni al fine di distinguere da che punto a che punto una corsia speciale in sede stradale è ciclabile e fino a che punto è indicata dai cartelli come ciclopedonale.

Tuttavia osservando gli incidenti avvenuti recentemente nei quartieri centrali di Spinea, si osserva come sia sempre via Roma ad essere primatista sia per numero che per gravità d’incidenti, seguita da incidenti fra autoveicoli in altre vie residenziali non citate e fra autoveicoli rispetto a scooter in rotonde dal diametro inferiore alla larghezza di una corsia di un senso di marcia.

Qualche incidente, fra i quali alcuni nemmeno ravvisati dai giornali, è stato causato da automobili verso ciclisti in quelle piste ciclabili in cui vi è scarsa visibilità nell’immissione del mezzo a motore in un’altra via ed in cui vi è la pista ciclabile a ridosso del ciglio stradale (per esempio via Paolo Sarpi, via G. Bruno, via Verga, via Grossi rispetto via Matteotti)

Fortunatamente mancano notizie di incidenti fra automobili e ciclisti nel caso ravvistato, ovvero a causa di ciclisti che per evitare pedoni nella pista ciclopedonale, si spostano sulla corsia dei mezzi pesanti e vengono travolti.

Ma forse la veemenza con cui si è protestato in un giornale per la presenza di pedoni su pista ciclopedonale è dovuta proprio all’aver vissuto la situazione descritta.

Rimane comunque più probabile che tali eventi si verifichino laddove non vi sono piste ciclabili con pedoni o ciclisti od entrambi che occupano parte della corsia di marcia condivisa, piuttosto che nei luoghi dove esiste una corsia speciale esterna alla corsia di marcia delle auto.

Infine mi sembra nemmeno che Spinea abbia le piste ciclabili scarsamente intasate sia dai pedoni, che dai ciclisti, forse perché ho un metro di valutazione un po’ diverso, dato dall’esperienza acquisita nei luoghi di villeggiatura che frequento, lì dove molta gente ha tempo libero per passeggiare e svagarsi per il paese.

Saluti.

Marco

Piste ciclabili: pericolo al Villaggio dei Fiori

3.6.2010

Prendendo spunto dall’argomento delle piste ciclabili trattato in questi giorni desidero segnalare il pericolo esistente nel tratto della “ex pista ciclabile” che fu realizzata qualche anno fa sul lato est di Viale Viareggio, nella zona di fronte alle poste ed alla farmacia. Era stata creata tra il ciglio della strada ed il retro delle auto parcheggiate. Quando ci si rese conto del pericolo dovuta al fatto che un conducente ignaro del possibile transito di biciclette nei due sensi alle spalle delle auto, uscendo in retromarcia avrebbe potuto difficilmente evitare di travolgere chi in quel momento fosse malauguratamente passato, si decise di eliminare quel tratto di pista. Furono quindi eliminati tutti i cartelli e le segnaletiche sull’asfalto che indicavano la pista.

Ma purtroppo, quando tempo dopo fu rifatta la segnaletica sull’asfalto, inavvertitamente gli addetti lasciarono ancora una striscia bianca tratteggiata (che ora è ormai sbiadita) che lascia uno spazio dietro alle auto in sosta, e quindi ancora in molti pensano che la pista esista. Ed infatti molti ciclisti, compresi i ragazzi che escono dalle vicine scuole, transitano tranquillamente nei due sensi proprio alle spalle delle auto. Spero quindi che l’autorità competente possa provvedere quanto prima, con idonea segnaletica sull’asfalto, per far capire bene che la pista non è più esistente, essendo pericolosa. Ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti

Dott. P. Fabro

Sanzioni anche ai ciclisti indisciplinati

Spinea, 3.6.2010

Gentile redazione,

dopo aver letto la lettera della signora Maria, pubblicata nella Nuova Venezia del 28 maggio u.s., nella quale lamentava l’invasione della pista ciclabile di via Matteotti a Spinea da parte di pedoni indisciplinati, non ho potuto esimermi dall’esprimere la mia opinione in merito.

Le regole sono regole, e come tali vanno rispettate da tutti, ciclisti e pedoni indistintamente. E su questo non si discute.

Quanto descritto dalla signora (che sicuramente immagino essere una ciclista virtuosa…) rappresenta pero’ una situazione alquanto anomala rispetto a quello che accade normalmente nella realtà quotidiana delle nostre strade. Infatti, nella maggior parte dei casi si verifica l’esatto contrario, ovvero capita quasi sempre che siano i ciclisti ad invadere marciapiedi o altre aree pedonali, mettendo a repentaglio la sicurezza dei pedoni stessi, scorazzando a volte anche ad alta velocita’.

Per non parlare poi di quelli che, pur in presenza di pista ciclabile, continuano imperterriti a correre in mezzo alla strada (nonostante la sede stradale in questi casi sia stata appositamente ed opportunamente ristretta proprio per consentire la realizzazione della pista ciclabile stessa), costringendo gli automobilisti a pericolose gincane o a manovre azzardate per schivare gli incauti “velocipede-muniti”…. E che dire di quei ciclisti convinti che il codice stradale per loro sia solo un optional, tanto da non rispettare i segnali stradali (o peggio ancora i semafori…), i sensi unici o i divieti d’accesso, o da lanciarsi in sorpassi azzardati di altri ciclisti (oppure scartare improvvisamente, magari anche solo per schivare una buca…) nella convinzione di essere gli unici utilizzatori della sede stradale, senza prima accertarsi dell’eventuale sopraggiungere di qualche automezzo (qualcuno spieghi loro che non stanno correndo il Giro d’Italia e di conseguenza che il traffico non viene appositamente interdetto per consentire il loro passaggio….); oppure tenendo il manubrio con una sola mano, impegnati con l’altra a parlare al cellulare, incuranti dell’equilibrio precario con cui procedono zigzagando a causa di questa pericolosa situazione. E si potrebbe continuare citando coloro che attraversano la strada senza prima scendere e condurre il ciclo a mano (e magari nemmeno sulle strisce pedonali..) come previsto dal codice stradale, o ancora la mancata segnalazione di repentini cambi di direzione o di svolta, la circolazione in orario serale o notturno senza gli opportuni indicatori luminosi, rendendo in tal modo assai difficoltosa o addirittura impossibile la visualizzazione della loro presenza nell’oscurità…

In altre città e’ addirittura vietato circolare in aree pedonali in bicicletta e vige l’obbligo di condurre il ciclo a mano (come ad esempio in piazza Ferretto a Mestre), ma a volte basterebbe solo un po’ di buonsenso, senza dover arrivare ad adottare dei provvedimenti così drastici.

Vorrei precisare che io non sono assolutamente contraria all’utilizzo della bicicletta, che anzi credo sia da promuovere ed incentivare, per contribuire a ridurre il traffico e l’inquinamento nella nostra città, ma questo deve avvenire in condizioni di assoluta sicurezza, usando la bicicletta con maggiore consapevolezza, per non mettere a repentaglio la propria ed altrui incolumità.

Ben vengano quindi i controlli preannunciati dall’Assessore alla viabilità, atti a reprimere i comportamenti sconsiderati dei pedoni “selvaggi”, ma auspico che tale solerzia da parte dell’Assessore (ed eventualmente poi anche da parte della Polizia Municipale, nell’applicare eventuali sanzioni amministrative per i trasgressori…) venga poi dimostrata anche nei confronti dei tanti (troppi…) ciclisti indisciplinati!

Barbara Michieletto – Spinea

I rischi delle piste ciclabili e il giusto utilizzo per ciclisti e pedoni

Spinea, 1.6.2010

Gentile redazione,

mi permetto di osservare che, in relazione alla giusta nota dell’assessore Chinellato a proposito della pista ciclabile spesso usata dai pedoni in via Matteotti, con relativo pericolo per entrambi, nel viale pedonale molto più largo prospiciente il Municipio si verifica l’opposto: molti ciclisti transitano, spesso anche velocemente, in mezzo ai pedoni, alle carrozzine dei bambini e agli anziani che passeggiano. Anche qui si crea situazione di pericolo notevole, quindi sarebbe il caso di cercare delle soluzioni o magari intensificare i controlli per educare le persone all’uso corretto delle piste ciclabili e dei marciapiedi. Grazie,
Sergio
Spinea

Via Rossignago: «Una zona senza servizi di trasporto pubblico»

Spinea, 18.5.2010

Buongiorno a tutti.

Vi scrivo per condividere con voi alcune mie perplessità riguardanti i servizi pubblici di Spinea. Tra poco io e il mio fidanzato ci trasferiremo nel comune di Spinea (siamo entrambi di Venezia) e da quando abbiamo acquistato casa, non ho potuto fare a meno di notare la totale assenza di servizi pubblici nella zona di via Rossignago. Ore, non so se questa area di Spinea sia stata totalmente dimenticata dall’Actv, (bello il Girospinea ma magari farne un altro per la parte “di qua” della città??) ma muoversi con gli autobus pubblici qui è un vero problema!! Non capisco come una zona residenziale, e con tanto di parco (Nuove Gemme) non venga minimamente sfiorata dai servizi pubblici. Altra perplessità: la stazione di Spinea. Bella, bellissima, utilissima soprattutto, ma ….come c’arrivo??? Realizzare una linea di bus che prevede come fermata la stazione non sarebbe forse più intelligente e funzionale?? Rivolgo le mie perplessità a voi.

Grazie a tutti, saluti.
Elena F.

Gentile Elena,
grazie per averci scritto, pubblichiamo e giriamo in copia la sua lettera al nostro Sindaco e Assessore competente per una eventuale risposta.

 

Io nonno dico la mia sulle “baby gang”

10.5.2010

Buon giorno. Se permettete vorrei esprimere il mio parere, anche da nonno, sul problema delle baby gang: è sconcertante sentire che ragazzini di 12 o 13 anni formino da soli dei gruppetti di piccoli teppisti per ricattare o maltrattare loro coetanei a scuola o fuori e addirittura arrivino a pestare gravemente una maestra che tentava di dividere la rissa, arrivando a mandarla all’ospedale con gravi lesioni!

Ma dove stiamo andando di questo passo? Dove sono i genitori che dovebbero essere i primi educatori o quantomeno essere di supporto agli insegnanti? Scusate ma non capisco più i comportamenti delle nuove generazioni, senza nulla togliere alla maggioranza di loro che sicuramente si comporta bene. I miei genitori mi hanno sempre insegnato che la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri e quando andavo io a scuola, non solo alle elementari ma soprattutto alle medie e superiori, avevamo una materia ora sconosciuta che si chiamava “Educazione civica” e, secondo me, contribuiva a formare persone che amavano il territorio dove vivevano e le persone che ne facevano parte, con il contributo determinante della scuola e delle famiglie in perfetta sintonia. Sto parlando di medio evo?

Forse si secondo alcuni benpensanti ma …se facessimo un’analisi attenta, forse con poca fatica potremmo provare a riprendere quelle nozioni e ripresentarle ai nostri “bulletti” e alle loro famiglie distratte: magari riusciamo a ottenere qualche risultato, nell’interesse di tutti, non credete? Gradirei che questo mio pensiero fosse girato a coloro i quali hanno la gestione dell’istruzione o dell’educazione in generale e magari portato avanti a livello anche politico, se ritenuto importante. Grazie per lo spazio.

Sergio

“Pensiamo allo sport come riabilitazione! La nuova piscina di Spinea sia anche accessibile all’handicap”

10.5.2010

Gentile Assessora Stefania Busatta / Comune di Spinea,

colgo l’occasione dell’iniziativa comunale del 14/16 maggio 2010 “Spinea-Sport”, per segnalarle, anche per colpa certamente dei diretti interessati tra i quali noi come onlus che si occupa di disabilità, l’assenza di ogni riferimento allo sport anche come riabilitazione collegata alla disabilità …..

Questa osservazione non viene formulata per fare polemica, ma per fare tesoro di questa invisibilità, e chiederLe di affrontare nei modi e tempi dovuti un tema che avevo già accennato al Sindaco Checchin e all’assessore Buiatti in un incontro: la possibile (?) piscina di Spinea, che potrebbe avere un testimonial di eccezione nella Pellegrini, piscina che già dalla fase progettuale e di finanziamento andrebbe pensata anche con una funzione “riabilitativa” (acqua calda), struttura del tutto assente nei comuni dell’asl n. 13, per cui, ad es., alcuni bambini della ns. onlus affetti da malattie neurodegenerative gravissime sono costretti a recarsi alla Polisportiva Terraglio di Mestre (asl n. 12, ma convenzionata anche con asl 13 …. per cui la costruzione di una piscina nel ns. territorio potrebbe vedere il contributo dell’asl, della regione, dei comuni limitrofi, di privati, del volontariato e di fondi europei e nazionali…), per attività riabilitative in acqua temperata e spazi palestra…. con tutti i problemi logistici, di tempo e denaro per gli spostamenti necessari, tutte fatiche che spesso si scaricano sulle famiglie, già stanche nel supplire a servizi carenti e/o del tutto assenti nella cura dei loro cari. Se è possibile discutere anche con il vs. assessorato di questo “sogno” .. sono a disposizione, per maggiori info: www.handicapfacilitazione.it

Grazie per l’attenzione e saluti da

Sandro Lazzaroni

Pres.te Sos Hanidicap Bambini Invisibili onlus

SPINEA 10 MAGGIO 2010

 

Il cancello fuori dal binario: sfiorato il dramma alla scuola Mantegna. “La scuola sta cadendo a pezzi”: la denuncia di un genitore

Spinea, 24 marzo 2010

Spett.le Redazione,

sono una cittadina di Spinea indignata per lo stato di degrado che versano le scuole del primo circolo. Mia figlia è un’alunna della scuola Mantenga (loc. Graspo d’Uva) e oggi è successo un fatto gravissimo. La bidella, verso la fine delle lezioni è andata ad aprire il cancello grande per far uscire gli alunni e spingendo il cancello quest’ultimo si è tolto dalla rotaia e dall’unico fermo che lo sostiene finendo appoggiato, per fortuna, alla cabina Telecom Enel che c’è li accanto, sfiorata la povera bidella che è rimasta sotto shock per un po’.

In quel momento abbiamo pensato, io e altri genitori presenti al fatto, che se invece di un adulto c’era un bambino questo veniva schiacciato. Questo non è il primo incidente che capita su questa scuola che sta cadendo letteralmente a pezzi. Io ho frequentato la Mantegna circa 30 anni fa e non è cambiato nulla da allora.

Le finestre sono fuori norma, il cancello non a norma, bagni che cadono a pezzi, e tanto tanto altro. Le insegnanti hanno già denunciato tutto ciò all’assessore della precedente amministrazione e anche all’attuale ma non si è visto assolutamente nessuno che faccia un po’ di manutenzione alla scuola. Noi genitori abbiamo offerto anche il nostro aiuto ma è stato rifiutato a causa della sicurezza. E la sicurezza dei nostri figli?????????? Dove la mettiamo???????????

E’ ora di finirla. Le scuole sono un bene di tutti e i nostri figli per ben 8 ore stanno in un luogo insicuro. Ora tutti i genitori sono indignati e siamo pronti a fare qualsiasi cosa per far si che qualcuno pensi a risolvere tutti i problemi della scuola Mantegna. Se entro poco non vedremmo dei risultati proclameremo uno sciopero dei bambini e dei genitori con dimostrazioni davanti al municipio e poi vediamo se ci ascoltano. Ci sono ben 117 alunni più una ventina tra insegnati e bidelle che ogni mattina rischiano la loro sicurezza andando a scuola o al lavoro. Tutto ciò è giusto? Spero di cuore di ricevere qualche risposta al più presto.

Grazie e saluti

Cittadina indignata

Non private i cittadini della piazza (e della fontana)

18.3.2010

Approfitto di questo spazio che ritengo molto utile per i cittadini per dire questo: vedere l’unica piazza decente che consente l’incontro delle persone anche solo per chiacchierare e far giocare i bambini in sufficiente sicurezza, con una fontana che era bella quando era in funzione, mi fa molta tristezza. Ho letto che ci sono problemi strutturali per lavori presumibilmente mal fatti solo sette anni fà!

Ammesso e non concesso che sia così, perché, anziché buttare sempre colpe (magari giuste) su coloro che ora non sono nella stanza dei bottoni, non si procede a risolvere il problema per dare il giusto decoro a quel sito? Il viale pedonale davanti al municipio comincia a degradarsi con pericolo di caduta per i pedoni (con la vecchia gestione si vedeva qualche volta qualche operaio che riassestava il selciato): forse non era il caso di pensare a dividere lo spazio, secondo me molto ampio, del viale in questione creando la pista ciclabile all’interno dello stesso, certamente più sicura di quella che è stata fatta abolendo giustamente i posti macchina? In questo modo potevano essere ricavate delle aree di “carico-scarico” per i negozi e si salvaguardava la sicurezza dei ciclisti, facendo nel contempo anche manutenzione al selciato. Capisco che il bilancio attuale non è dei migliori ma credo sia importante anche mantenere il decoro della nostra città, a costo di dover controvoglia intervenire su cose belle e funzionali progettate e realizzate da altri. Se qualcuno ha sbagliato nel progettare quelle cose o se sono stati fatti errori di “mancato controllo” sui lavori eseguiti con denaro pubblico, è giusto cercare di fare chiarezza nell’interesse di tutti ma, per favore, non private i cittadini della loro Piazza Municipio in ordine, fontana compresa. Grazie

Sergio B.

Spinea

 

8.2.2010

Trovare i biglietti del treno: operazione impossibile!

Prendo spunto dall’articolo apparso recentemente sulla Nuova Venezia , dove l’assessore regionale Chisso propone di mantenere il costo del biglietto che veniva applicato prima per la tratta Asseggiano – Mestre ….

A me basterebbe trovare i biglietti …. Anche ieri ( domenica mattina ) mi sono passato entrambe le edicole aperte in centro : nessuna delle due aveva in vendita i biglietti del treno ( non perche’ li avesse terminati …. Proprio non li vendono !!! )

Per andare a Venezia sono dovuto andare fino a Mestre in macchina e partire da li …. E’ ora di finirla : in stazione non c’e’ una macchina per i biglietti …. La domenica non si possono comprare i biglietti …..Tutte le edicole devono avere obbligatoriamente in vendita i biglietti del treno ….

Saluti

Gigi

Pubblichiamo l’articolo che ha dato avvio al dibattito

LA NUOVA DOMENICA, 24 GENNAIO 2010 Pagina 30 – Provincia In via Matteotti i negozi chiudono uno dopo l’altro Spinea. Il senso unico ha dato il colpo di grazia. I commercianti: «Così è difficile resistere»

SPINEA. Il bar Matteotti? Chiuso. La gastronomia greca, che pur tanta curiosità aveva creato tra i residenti del quartiere? Chiusa. E il rivenditore di pannelli solari? Chiuso anche quello. L’agenzia di assicurazioni? Trasferita. E’ la foto del commercio che muore, in via Matteotti, complice anche il cambio di viabilità (l’istituzione del senso unico) che negli ultimi mesi ha messo in ginocchio molti dei commercianti della zona, già provati dalla crisi. «Questa zona ormai è quasi morta – dicono i pochi che ancora sopravvivono – ed è sempre più difficile tenere duro. Con la fine dell’anno molti nostri colleghi hanno deciso di abbassare le serrande, e non vorremmo che un po’ alla volta capitasse a tutti noi». Con l’elezione della nuova maggioranza di centrosinistra e del nuovo sindaco in molti si aspettavano che le cose sarebbero cambiate. E invece, almeno fino ad ora, così non è stato. Qualche ritocco alla viabilità, soprattutto al quartiere Rosselli, è stato fatto, ma sua via Matteotti il ripristino del doppio senso di marcia chiesto dai commercianti resta ancora un lontano miraggio. Anche se, spiega l’assessore al Commercio Gianpier Chinellato, il Comune ci sta lavorando e il miraggio si potrebbe quindi concretizzare. «Personalmente – dice l’assessore – sono convinto che il ripristino del doppio senso di marcia sarebbe la cosa giusta, ma al momento non ci sono i soldi, e poi stiamo lavorando ad un progetto più generale per ridisegnare la viabilità sua via Matteotti e il quartiere Dante-Bennati». Di sicuro c’è che l’intervento non sarà immediato. (f.fur.)

«Visitate i commercianti di altre strade»

Mi associo alla risposta del sig. Albino: invito i fautori del doppio senso a visitare i commercianti di altre vie strade (a doppio senso di marcia) e a verificare come vanno gli affari. Vada al Villaggio dei Fiori o in Piazza Rosselli o in certi tratti di Via Roma …. purtroppo sono i rischi del mestiere, gli affari sono pochi e la mancata emissione di tanti scontrini fiscali poi ne è la conseguenza …..

Gigi

Spinea

Scelte che non sono state condivise

Caro signor dall’Igna,

sempre presente a difendere il proprio orto e poco incline alle opinioni altrui, vorrei ricordarle che la crisi economica diede i suoi frutti nei primi mesi del 2008 in America a causa dell’esplosione della bolla speculativa sugli immobili, giungendo in Italia con qualche mese di ritardo e protraendosi fino ad oggi.

I comitati “Per via Matteotti” invece si sono riuniti a seguito dei lavori notturni in via Matteotti, la cosiddetta “sperimentazione”, sin dall’estate 2007 e già vantavano fra i partecipanti, cittadini comuni delle vie interessate dagli effetti del sistema dei tre sensi unici (via Bennati, via Alfieri, via Capitanio) ed i commercianti con esercizio in via Matteotti (esclusa la tabaccheria verso il cimitero).

Costoro infatti vantavano già prima della crisi economica un calo nella clientela.

Personalmente credo anch’io come lei, che la crisi economica abbia dato il colpo di grazia ad una situazione già degenerata, e questo anche per un’attività come la vendita di pannelli solari e fotovoltaici in cui l’incremento di vendite in tutta italia è nettamente positivo dal 2007 ad oggi.

Resta il fatto che le sistemazioni urbanistiche di quello sfortunato anno continuano a mietere i loro effetti, non ultimo quello avvenuto fra una scooter ed un’auto uscente da via Alfieri in quell’ignobile rotonda sdruciolevole con il bagnato, dotata di dossi di ingresso utili per allungare lo spazio di frenata di un qualsiasi mezzo che deve rallentare per il segnale di precedenza.

Ricordo inoltre che “sperimentazione” significa provare una particolare soluzione urbanistica e qualora questa non fornisca una risoluzione reale dei problemi sia da provvedere alla rimozione dei provvedimenti adottati.

In realtà i cittadini dei comitati furono letteramente presi in giro, spacciando la costruzione per sperimentazione e proclamando a completamento finito dell’opera, l’esito positivo della “sperimentazione” (di fronte a gente che espone i problemi creati dai provvedimenti urbanistici adottati creando più problemi di quanti ne risolve, vantare l’esito positivo della sperimentazione era ed è una vera presa in giro dell’amministrazione ai cittadini).

Invece di dare spazio ai convegni dietrologici su Craxi, altro degno esponente della politica del “badare solo al proprio orto”, bisognerebbe risolvere i problemi del paese.

Saluti

Marco

Via Matteotti, «Se i negozi chiudono la colpa non è del senso unico»

25.1.2010

Gentile redazione,

ancora una volta si accusa il senso unico di via Matteotti come la causa di tutti i rovesci imprenditoriali di alcuni negozi recentemente chiusi.

E’ una misficazione bella e buona e mi spiace leggere “balle” come questa, non solo, ma non è neanhe la prima volta che succede!

Nessuno si è ricordato della crisi economica che fa in modo di spendere con molta più oculatezza del passato.

C’è, inoltre da dire che un certo tourn – over è sempre esistito, io lo possso confermare. Quindi addossare la colpa al senso unico è perfino offensiva nei riguardi di noi abitanti fronte strada.

Capisco fin troppo bene che in seno a questa Amministrazione siedono i fautori del doppio senso Assessore alla viabilità in primis.

Lui non dice che così com’è la stada è più sicura e comoda ma è uno di quelli che dicono “vorremmo ricreare il doppio senso ma oggi come oggi non abbiamo i soldi! Capito la differenza? Inoltre il sig. Sindaco quale posizione assume al riguardo?

Già col doppio senso di via Cattaneo si è registrato un aumento dei veicoli transitanti! Comunque x i negozi ci sono più spazi per la sosta di una volta (magari invitando certi negozianti a non lasciare le loro vetture dall’apertura alla chiusura serale.

Infine desidero far sapere a più persone possibile che il giorno stesso si mettesse mano a variazioni nel senso auspicato dalla attuale Amministrazione, provvederò in prima persona a raccogliere le firme con la speranza di sconfessarVi.

Grazie x l’ospitalità

Albino Dall’Igna

Spinea

e-mail

Il lamento dei commercianti

25.1.2010

Cari commercianti e caro assessore non lamentatevi e datevi una mossa. Siete rimasti indietro con i tempi e l’unica cosa che sapete fare è dare le colpe al senso unico di via Matteotti. Poveri noi!

Roberto

Sms

26.10.2009

I problemi del sottopasso del Passante a Crea

Gentile redazione,

IL SOTTOPASSO DEL  PASSANTE A CREAringraziandovi sin d’ ora,

in cui si possono notare: il sottopasso del Passante, zona – Crea -, e lo stato in cui si trova l’ entrata, sempre dell ‘oggetto su indicato.

Io abitando vicino, ci passo spesso nei dintorni. Vedendo tutto cio’ mi domando: a chi spettera’ di dover tenere un po’ in ordine questa zona del sottopasso? Perche’, piu’ passa il tempo, piu’ aumenta il degrado e l’ abbandono totale del posto.

Sono passati pochi mesi da quando l’ hanno aperto, e come si puo’ vedere dalle foto che ho inviato, in redazione. Sembra un posto veramente sperduto.

Troppo poco tempo e’ passato, e gia’ si sono dimenticati che questa parte del paese di – Crea – esiste ? Noi pochi affezionati, sinceramente speriamo di no!

Secondo me, invece dovrebbe essere una zona piacevole e abbastanza curata, per il semplice motivo, che avendo aperto la strada in direzione del cavalcavia, o verso la rotonda poi. E’ aumentato di molto il traffico anche per questa strada del paese, la quale e’ sempre via Crea. Fatta in maniera diversa, ma e’ sempre la stessa.

in tanti, per non dover affrontare il cavalcavia del ” passante “, il quale e’ diventato molto pericoloso, perche’ si rischia di venir investiti. Purtroppo il traffico si e’ fatto molto sostenuto. Vuoi per l’ apertura del casello o per il fatto che la cosidetta “camionabile” e’ diventata una strada di grossa portata di smaltimento del traffico.

Con il tempo ci vorra’ del coraggio per doverlo fare, perche’ si potrebbe verificare quello che comporta, se l’ abbandono dovesse continuare cosi’ velocemente.

spero in cuor mio che tutto questo non si verifichi.

scusate se mi dilungo un po’.

Questo sottopasso, e’ stato fatto in un modo poco accessibile. Faccio un esempio molto pratico e che si possa capire molto velocemente. Un disabile in carrozzina, anche se accompagnato, non ci puo’ passare. Quei scalini, secondo me vanno eliminati al piu’ presto. Fatti cosi’ sono pericolosi. Dovevano fare una discesa normale e per forza maggiore una salita, ma senza quelle due curve d’ entrata in entrambi i lati, hanno un angolo di curvatura troppo stretto. Sono pericolose, e soprattutto non c’e’ la visibilita’ necessaria per vedere la gente che ci viene incontro dal senso opposto.

Il tutto, dovrebbe essere molto piu’ accessibile.

Tanti saluti

Gabriele Venerba

22.10.2009

Questione viabilità e… non solo

Ringrazio la redazione di SpineaNews e chi interviene nella discussione attraverso le lettere.

Ammetto che inzia ad essere un po’ deprimente intervenire nella questione viabilità, per il semplice fatto che i sostenitori di “via Matteotti a senso unico” son sempre pronti ad accusare chi ha un parere diverso di faziosità politica o di badare solo al proprio orto, e poi secondo me si dimostrano loro stessi faziosi e legati unicamente alla loro prospettiva.

Basta poco in effetti.

Per esempio basta lodare la possibilità dei ciclisti di andare da Fornase al centro di spinea, e dimenticare gli incidenti fra auto uscenti dalle vie laterali di via Matteotti e ciclisti nella pista ciclopedonale, questo perchè l’intervento stesso ha portato ad un’intensificazione nel traffico proprio in vie strette e senza visuale nello sbocco sulla nuova pista ciclabile di via Matteotti.

Basta dimenticare che auto che sfrecciano a 100Km/h oggi non passano più in via Matteotti….sono magicamente sparite, trasferite su un altro pianeta.

Sbagliano i comitati del quartiere Dante e di via Capitanio a dire che oggi sfrecciano da loro, dove la banchina è di esosi 15 centimetri sui cancelli residenziali, senza pista ciclopedonale, senza marciapiede, senza dossi (il dosso di via Alfieri è ben diverso da altri realizzati recentemente…limita ben poco la velocità di percorrenza a 30km/h).

Sbaglia anche chi dice che via Matteotti, prima dell’intervento della giunta Tessari presentava meno criticità delle altre vie, poi coinvolte dagli effetti delle modifiche urbanistiche.

Non è vero che i problemi sono stati spostati in altro loro, aumentando le problematiche del territorio.

Non è vero che vengono giornalmente vandalizzate le colonnine dei box autovelox di via Rossignago, via Alfieri e Fornase, poste dalla giunta Tessari come risposta alle pressioni dei comitati di quartiere.

Non è vero che qualche giorno fa il Comune ha deciso un intervento di ripristino della viabilità di via Cattaneo e del semaforo.

Non è vero che nell’articolo del La Nuova Venezia non si capisce la motivazione di tale intervento del Comune (forse problemi per un qualsiasi corteo funebre ad uscire dall’aia della chiesa ed immettersi in via Matteotti in direzione del cimitero?!) e che l’articolo del Gazzettino sembra ignorare ciò di cui sta parlando, affermando cose non vere (“La rivoluzione viaria applicata da Mario Simionato e Claudio Tessari spazzata via con un colpo di spugna.” in realtà vengono modificati solo alcuni aspetti dei tanti interventi apportati precedentemente, quindi od il gironalista non sa e sbaglia a scrivere, oppure è fazioso)

Non è vero che la rotonda dei Bersaglieri sarebbe stata un buon esempio di intervento anche per l’incrocio Roma-Cattaneo-Matteotti, per molti motivi già spiegati.

eccetera…

Non so se ridere o piangere a ciò che leggo.

Aggiungo solo un’altra piccola informazione che mi risulta: i sostenitori dei comitati della viabilità, contrari agli interventi apportati da Simionato e Tessari, hanno più volte sollecitato la Giunta precedente anche sui problemi di velocità. Gli abitanti di via Alfieri in un anno e mezzo hanno visto una postazione autovelox ben 3 volte, sempre su richiesta della popolazione grazie al servizio di segnalazione online premiato a livello statale, due volte il controllo delle auto entranti nell’ingresso da via D’Annunzio e ben tre volanti della polizia municipale nel corso delle manifestazioni che fecero nel quartiere.

L’assessore all’urbanistica per verificare il rispetto del divieto di transito, dava mandato alla polizia municipale di verificare gli ingressi dal lato sud di via Alfieri, la quale, solo con la presenza sul marciapiede di via D’Annunzio al fine di svolgere il compito assegnato dicincentivavano l’ingresso degli autoveicoli! Il confronto delle cifre di transito con quanto rilevato dai comitati diventava quindi un’autentica presa in giro…una delle tante prese in giro, visto che se ne potrebbero citare altre.

Non mi pare che il box autovelox sia mai entrato in funzione in via Alfieri. Tuttavia le prese di posizione a riguardo sono state già indicate (malta, vernice, oscuramento delle aperture).

Per quanto riguarda gli abitanti di via Capitanio, si può ricordare la sagoma della vigilessa, l’unico “rappresentante” di cartone della polizia ad aver pattugliato ogni giorno la via.

Finì anche in una trasmissione di Rai2, sebbene più per le forme ed il soggetto ispiratore che per il significato intrinseco.

Infine l’intervento prospettato ai comitati dalla passata amministrazione prevedeva la realizzazione di un sistema autovelox fisso posizionato non a terra.

La questione del finanziamento all’opera di piazza Santa Bertilla si pone dato che il finanziamento segue la filosofia del costruire con sistemi creativi.

Nel caso in questione parte del finanziamento doveva derivare da una contropartita monetaria ottenuta dalla vendita di immobili.

Quindi è pressocchè ovvio chiedere a SpineaNews, al Comune od ai giornalisti, una verifica dello studio di fattibilità precedentemente compiuto a seguito delle modifiche venutesi a creare con crisi economica, calo del prezzo degli immobili e calo delle vendite.

Se per esempio i margini di fattibilità e di finanziamento dell’opera previsti nello studio di fattibilità compiuto anni or sono vengono meno a seguito di vari fattori (calo vendita appartamenti, abbassamento prezzi, …) ne consegue che i maggiori costi ricadono sui bilanci comunali odierni e non passati, ed i diretti finanziatori dei bilanci sono i cittadini.

Oltre a questo esempio, altri rientrano i una tale logica di spesa ed ammortamento in bilanci di future amministrazioni.

Il motivo per cui in Italia si costruisce tutto sempre all’ultimo momento o nel penultimo anno o nell’ultimo anno di mandato a mio parere si accorda con tale logica politica, sebbene possano intervenire anche altre questioni a tal riguardo, tali da rendere il discorso molto complesso da trattare.

Aggiungo dell’altro: sarebbe interessante anche verificare il ritorno economico del parco fotovoltaico, in parte perchè è stata un’idea lodevole l’installazione dell’impianto da 27000 KWh annuali, in parte perchè in genere ai cittadini sfuggono gli incentivi inerenti alle fonti rinnovabili ed il guadagno annuale che se ne può ricavare per 20 anni.

Ricordo a titolo di esempio che per 20 anni un impianto fotovoltaico integrato usufruisce della tariffa incentivante del conto energia (0.48 euro/KWh prodotto per impianto “costruito” nel 2009) con denaro contante depositato dal GSE in conto corrente, a cui si aggungono i proventi di vendita dell’energia nella GME, mercato elettrico dell’energia con il sistema di scambio sul posto o ritiro dedicato (il primo prevede la compensasione della spesa della bolletta elettrica casalinga, il secondo sola vendita di energia al valore del prezzo zonale), a cui si aggiungono eventuali altri incentivi e bonus (simulare8.3 per previsioni di rientro della spesa).

Purtroppo la normativa a riguardo è abbastanza o volutamente ostica (basterebbe documentarsi in forum o sulel FAQ del sito del GSE), così come la spesa iniziale per l’installazione dell’impianto.

Per quanto riguarda il sottopassaggio della discordia di Crea, non ho mai avuto modo di vederlo da vicino.

Il progetto dello stesso ha una firma, responsabile della progettazione non conforme alle norme tecniche.

Sono imputabili anche il direttore responsabile dell’ufficio tecnico urbanistico che in linea teorica dovrebbe verificare quanto progettato ed il costruttore o direttore del cantiere quali verificatori del progetto.

Ricordando vecchi articoli di giornale se non erro per il sottopasso di via Macello e per quello di via dell’Unità, sembra che la questione di Crea non sia un caso isolato.

Saluti

Marco

22.10.2009

SPINEA
Una opinione senza fermarci alla critica o alla lamentela a tutti i costi

Ho avuto occasione di leggere in questo spazio e nei giornali locali, per esempio nella lettera al Gazzettino di domenica 11 Ottobre, alcuni articoli sulla viabilità in Via Matteotti, sulla pista di pattinaggio su ghiaccio invernale, sul carretto sopra la rotonda e sui conti che non tornano.

Premetto che sono una semplice cittadina e non è mia intenzione entrare in polemica con altri cittadini o con la rappresentanza politica attualmente in carica o all’opposizione, ma voglio riportare il punto di vista di una “persona comune”.

Chi vive Via Matteotti non può non essersi reso conto che la vita è notevolmente cambiata: IN MEGLIO.

Ci sono bambini che da Fornase raggiungono la scuola in bicicletta, persone che passeggiano o che fanno jogging lungo la pista ciclabile/pedonale, cittadini che vanno a far visita ai loro cari in cimitero, famiglie che pedalano in bicicletta.

Mi chiedo: avreste lasciato i vostri figli percorrere quella strada prima? Vi sareste avventurati in cimitero con le macchine che sfrecciavano a 100km all’ora? Sareste andati a correre con la possibilità di essere falciati?

Per quanto riguarda la pista di pattinaggio, bisognerebbe ricordare che il Comune non dovrebbe essere una società per azioni. Non dovrebbe, cioè, guardare alle singole iniziative che si attuano come a un qualcosa da cui trarre sempre e comunque dei benefici in termini economici. Gli unici benefici ai quali il Comune dovrebbe tendere sono quelli che riguardano la collettività … vero o no!?

Si parla tanto di giovani che non hanno iniziative. Ebbene, un’ iniziativa come quella della pista di pattinaggio mi sembra abbia attratto famiglie e giovani da Spinea e non solo da Spinea. Ha fatto divertire e ha dato una risposta alle esigenze di “alternative su cosa fare”.

Vorrei contare quali sono le manifestazioni che si tengono a Spinea. Mettiamole a confronto con quelle di paesi vicini, ne usciremo sconfitti sotto tutti i punti di vista.

Se si vuole una città migliore, più vivibile, con più afflusso di persone, con “qualcosa da fare”, non si può non investire e non si può non investire sui giovani.

Passiamo al carretto sopra la rotonda di accesso al Paese. Mi è sembrata una bella idea, un elogio alle rotonde di Spinea. Bambini che accolgono da un lato chi entra in città, giraffe che ci guardano dall’alto, un carretto che ci ricorda le nostre origini.

C’è sempre chi si lamenta di tutto, bisognerebbe qualche volta guardare all’interesse comune più che all’interesse del singolo.

Non mi sembra possibile che un’ amministrazione debba criticare sempre e comunque quella che l’ha preceduta. Inevitabilmente questo succede sempre e comunque che si parli di destra, sinistra o centro.

Da ultimo. E’ possibile che i conti quando cambia l’amministrazione non tornino MAI..! Ma chi lavora per noi non dovrebbe dare un resoconto puntuale della propria attività? Oggi c’è disponibilità, domani siamo in rosso con i conti…E’ possibile che le iniziative intraprese con una amministrazione debbano sempre essere messe sul tavolo da quella successiva, rivalutate, riviste, revisionate?

Vorrei invitare tutti i cittadini a ricordare bene cosa è stato fatto per il paese negli scorsi anni, cosa verrà fatto dalla attuale giunta e così via; mettiamo tutto sulla bilancia e vediamo di volta in volta dove pende.

Quanto scritto sopra, senza fermarci alla critica e alla lamentela a tutti i costi, ma a fini propositivi, nell’interesse della cittadinanza.

Silvia S.

Spinea

CREA
Problema velocità: “Fate come me, anche se siamo in ritardo, cerchiamo di correre piano”

20.10.2009
Gentile redazione,

approfittando di questo stupendo giornale on line di Spinea, volevo mettere a fuoco un problema che continua persistere attraverso la lunga e unica via principale di – Crea -

i limiti dei 50 km. all’ ora…. e’ da molto tempo ormai, che girando in macchina per qualche citta’, e piccoli paesi ho’ notato che, questi si sono dotati di qualsiasi cosa pur di limitare la velocita’ a tutti quei veicoli,che per vari motivi di forza maggiore devono assolutamente far presto. Mi metto in causa io stesso cari signori, perche’ quando succedera’ qualcosa di irreparabile, manderemo a quel paese la fretta che ci accompagna sempre tutti i giorni.

Ormai abitando da tanti anni in questo paese, sia come cittadino e come genitore di due figli, devo dire che la piccola cittadina di Crea- sta’ cambiando molto velocemente.

Gli abitanti stanno aumentando, con loro anche i bambini, naturalmente. Le auto e le moto, non sono piu’ quelle di una volta. Per questi mostri della velocita’ e’ aumentata la tecnologia, ma un po’ troppo la velocita’. Quand’ e’ il momento neanche loro potranno fare nulla. ahime’

La strada, che attraversa tutto il paese e’ rimasta sempre la stessa.

Ogni giorno che porto e vado a prendere il bambino a scuola, mi sono reso conto, che il problema diventa sempre piu’ grave. Troppa gente corre per questa via in modo inconsapevole, non per cattiveria, ma perche’ tutti devono arrivare prima del previsto …..

Ci sono dei limiti ?…..bisogna cercare di rispettarli. A questo punto ci vorrebbero piu’ controlli, e fare come in tanti paesi, far mettere dei dissuasori di velocita’ per costringere gli eventuali “piloti ” a dover frenare e rallentare, almeno vicino alle zone piu’ a rischio.

Io personalmente, ho’ inviato una segnalazione anche ai vigili di Spinea. Vorrei chiedere una cosa solo alla gente che corre tutti i giorni presso questa via: fate come me, anche se siamo in ritardo, cerchiamo di correre piano. cerchiamo di avere un po’ di rispetto per il prossimo.

Distinti saluti

Gabriele Venerba

Spinea

La nuova rotonda a Crea non ci tolga la festa della Befana!

18.10.2009

ROTONDA A CREA IN FASE DI PREPARAZIONEEcco la foto (completa di scritta) inviata dal nostro lettore. Se avete segnalazioni da farci inviate testo e foto a redazione@spineanews.com

Gentile Redazione,

vi chiedo scusa, mi permetto di inviarvi una foto della nuova rotonda, a Crea, qui ancora in fase di preparazione, però in pochi giorni è stata aperta al traffico. Finalmente togliendo un semaforo che tanta gente non rispettava più.

Volevo far notare, che ci sarebbe anche un sottopasso, per permettere ai pedoni e biciclette di oltrepassare questa rotonda in entrambi i sensi senza nessun problema. Per il momento non è funzionante, è chiuso. Mi sembrava, però avessero detto: “Prima l’apertura del sottopasso e poi la rotonda. Sinceramente, secondo una mia logica dovrebbe essere questo l’ ordine dei lavori. Speriamo che ben presto tutto si risolva.

Fino a quest’anno 2009, proprio nel punto della rotonda, tutti gli anni si svolgeva, la famosa festa della befana. Ormai per il paese di Crea era un fatto storico. Una serata in cui la gente comune si trovava per “brusar ea vecia”. Noi tutti ci auguriamo che tutto continui com’ era. Era una festa anche per i nostri bambini, ai quali venivano regalate centinaia di calze, ringraziando vivamente gli organizzatori del paese.

Io personalmente seguo moltissimo il vostro giornale, e colgo l’ occasione per complimentarmi con voi. finalmente una bella cosa che una città come SPINEA merita.

Nel ringraziandovi,vi porgo i miei saluti

Gabriele Venerba

Crea Spinea

18.10.2009

Via Matteotti: dimezzare il flusso di veicoli in transito è stata un’imperdonabile leggerezza?

Gentile Redazione,

sono costretto, mio malgrado, ad intervenire nuovamente sul tema viabilità ed in particolare di via Matteotti dopo l’ultimo intervento del sig. Marco. Credo sia, la sua, una provocazione bella e buona quando argomenta, dati alla mano, tutta una serie di errori commessi dalla precedente Amministrazione. Si sa che tirando l’acqua al proprio mulino si sovvertono anche le teorie che ne giustificano gli atti conseguenti. Lui, il sig. Marco di sicuro l’acqua la sa dove portare. Io sono sempre quell’abitante, fronte strada, di via Matteotti e vorrei molto umilmente chiedergli: sarà che quasi dimezzare il flusso di veicoli in transito sia stata un’imperdonabile leggerezza? Se sì mi dovrei rattristare e chiedere a gran voce di ritornare al doppio senso?

Mi scuso con lui e con i lettori ma mi rendo conto sempre più quanto è facile dire stupidaggini pensando invece di dire cose degne di attenzione. Ci si può sbagliare nella vita! Tanti auguri sig. Marco.

Albino Dall’Igna

Spinea

14.10.2009

Via Matteotti tiene banco: continua il dibattito

Andiamo per punti, e perdonatemi se la risposta si allunga sempre più

1) la viabilità del miranese è complessa e trae in causa più città, motivo per cui si discute di ragionare in termini di metropoli e non di semplice comune indipendente.

L’urbanistica dà strumenti per ragionare e risolvere i problemi in congiuntura fra più comuni, dato che esiste il PAT, ma anche il PATI.

Lei Mattia si sente escluso e porta indubbiamente il beneficio apportato dalla creazione di una pista ciclabile che congiunge uno dei tanti satelliti residenziali di Spinea al centro.

Rimane tuttavia legato all’idea comune che necessariamente pista ciclabile e strada debbano essere indissolubilmente legati, specialmente nella via maggiormente percorsa da mezzi in mobilitazione concorde ed anche trasversale, e senza considerare che esistevano almeno tre alternative a tale soluzione: via Bennati che però non arriva in centro, via Capitanio e via Cici (forse anche via Alfieri poteva essere un’alternativa).

2) quand’era piccolo Lei, signor Mattia, posso immaginare che Spinea fosse nella sua forma precedente all’espansione edilizia, ovvero un nucleo storico omogeneo cressciuto a ridosso di via Roma, seguito da alcuni nuclei residenziali satellite che avrebbero dovuto funzionare indipendentemente l’uno dall’altro, ognuno con i suoi servizi. D’altra parte erano i tempi in cui esistevano ancora campi a separare le città.

Oggi si tende a parlare di città metropolitana, a descrivere il “diffuso” esistente da Mestre al miranese come una “città non città” che presenta diverse difficoltà a cui bisogna rispondere nel modo appropriato.

3) Semaforo di via Roma-Matteotti-Cattaneo: sinceramente non capisco. Io ho citato un’alternativa che prevede una rotonda fra le vie e Lei invece porta ad esempio il vantaggio apportato dalla rotonda di via Bersaglieri alla circolazione di via Roma. Forse abbiamo la medesima idea per i due incroci così simili e così diversi. Una delle tante diversità che vorrei ricordare e che effettivamente creò problemi per l’incrocio dei Bersaglieri, era la ristrettezza di spazio disponibile. La prima soluzione adottata per la rotonda dei Bersaglieri presentava per la carenza di spazio difficoltà che l’incrocio di via Matteotti-Roma-Cattaneo non ha tutt’oggi. Tutto ciò dovrebbe risultare curioso anche agli occhi di chi non è esperto.

4) Dovrei ritenere che sono soldi spesi male: mi sembrava di aver dato un parere più ampio citando problemi accentuati, creati e problemi semplicemente traslati. Ho indicato parti create, ma che potevano benissimo essere create da qualche altra parte, parti funzionali rifatte e parti minimamente prese in considerazione.

E’ un parere molto ampio, non credo si possa riassumere come Lei dice.

5) Dei negozi di via Matteotti hanno sostenuto i comitati civici, questo perchè hanno lamentato un calo delle vendite. Un esempio concreto: quando piazza Ferretto è stata convertita in pedonabile, dei negozi della stessa hanno chiuso per le ingenti perdite. I locali sono stati acquistati da gelaterie, pub e bar più adatte alla sitemazione imposta dal Comune.

6) il comitato Cittadini per una Spinea Vivibile hanno sostenuto spesso l’idea che la sola cosa che impedisce a via Matteotti di essere a doppio senso di circolazione nel tratto in questione riguarda i soli parcheggi a spina di pesce. Se questi fossero rettilinei vi sarebbe qualche parcheggio in meno, ma si otterrebbe lo spazio per circolare a doppio senso di marcia.

7) i parcheggi liberi che devono essere garantiti dipendono dal numero di cittadini residenti con determinati rapporti di proporzionalità. L’eliminazione dei parcheggi di piazza Marconi-Fermi per il progetto del Masterplan necessità, per mantenere i suddetti rapporti di proporzionalità, di creare nuovi posti di sosta. Ricordo che l’idea di progettare un parcheggio sotto piazza Fermi non era inclusa nel primo progetto del Masterplan.

Parallelamente è stato creato il parcheggio della stazione dei treni.

8  il vecchio assessore all’urbanistica nel prossismo futuro prevedeva come soluzioni non ancora progettate la messa a senso unico di via Capitanio e delle vie Pochielli-Bellini, quest’ultime con sensi contrapposti. Inoltre si pensava di sviluppare di parcheggi laterali su queste vie.

9) via Bennati non è identica a via Matteotti, dato che entrambe raggiungono Fornase. Forse Lei dimentica il tratto di via Bennati da via D’Annunzio a Fornase.

La rotonda fra via D’Annunzio e via Bennati è curiosa, dato che ha un terzo di circonferenza che asserve un senso unico. Magari serve per chi proviene da via Bennati a doppio senso per fare inversione ad U. Generalmente Spinea ha rotonde molto curiose: rotonda ad 1 via (vicino al centro PAM), rotonda sopra dosso, rotonde inclinate, rotonde non circolari. Non si può negare una notevole inventiva progettuale.

10) via Alfieri: il tratto da piazzetta Dante a via Roma presenta problematiche notevoli, comparabili all’ultimo tratto di via Capitanio nello sbocco dei Bersaglieri. Via Alfieri non è una zona a traffico limitato a meno che Lei non si riferisca alla velocità limitate. E’ un ingresso a traffico limitato per quanto riguarda l’imbocco sud di via D’Annunzio, non rispettato da molti veicoli.

Soprattutto l’ingresso regolamentato è stato continuamente esteso da una serie di circolari di autorizzazione poco note alla popolazione che comunque ha sempre fatto quel che voleva.

Via Alferi si potrebbe definire zona a traffico limitato se il vincolo esistesse su tutti gli ingressi a via Alfieri con le altre vie del quartiere o più in generale al quartiere Dante.

Vi è poi l’assurdo di chi costruisce marciapiedi e piste ciclabili in via Matteotti e via Bennati per poi costringere la gente ad attendere l’autobus dove questi non ci sono, ovvero via Alfieri.

Via Alfieri oggi è a doppio senso solo perchè vi transita il GiroSpinea che per un motivo inspiegabile secondo la passata direzione urbanistica deve incrociarsi assolutamente nei due versi di percorrenza e non può essere disposto il passaggio su via Bennati e via Matteotti con tanto di pista ciclopedonale di collegamento già esistente per congiungere le fermate.

Ad essere malevolo verrebbe da pensare che via Alfieri è a doppio senso per i progetti di viabilità finale con Masterplan realizzato, più che per il servizio GiroSpinea.

Gli abitanti di via Alfieri avevano richiesto la chiusura dell’ingresso sud da via D’Annunzio, invece che il divieto di transito con il cartello ballerino (spesso viene girato da vandali).

Non è stato concesso dall’assessore all’urbanistica, poichè da lì entra la tratta di un senso di marcia del GiroSpinea.

In via Alfieri è stato posto il box per autovelox, sebbene credo non sia mai stato inserito un autovelox al suo interno per far multe. In compenso periodicamente gli abitanti del quartiere devono ripulire autonomamente il box da vernici e cemento-malta spalmate sulle fessure dello stesso.

Secondo me uno smacco agli abitanti, un po’ come il cartello di divieto di transito perennemente vandalizzato ed a chi crede che via Alfieri sia zona a traffico limitato.

Per la redazione di SpineaNews: personalmente gradirei leggere notizie ed articoli di giornale sulla sostenibilità del progetto della piazza Santa Bertilla, per una gran parte finanziato con la realizzazione e la vendita di appartamenti nel progetto stesso, oggi che il mercato immobiliare è fermo, ed i prezzi stanno calando.

Lo dico un po’ perchè bado al mio orto ed a quello degli altri 20.000 abitanti di Spinea, poichè se le previsioni di spesa sono falsate dalla crisi immobiliare recente, dovrà essere il Comune a sborsare i soldi contanti, o più soldi contanti di quanto preventivato dalla vecchia giunta.

Ciò rende ancora più triste l’esultanza di taluni per la mancanza di soldi con la presunzione che ciò influirà soltanto su via Matteotti.

Saluti

Marco

9.10.2009

Viabilità, quella su via Matteotti è stata una scelta coraggiosa

Gentile redazione Spinea News,

vorrei rispondere alla lettera del signor Marco sulla viabilita’ del quartiere Dante-Matteotti.

Intanto sgombro il campo da equivoci: non mi sento parte in causa in quanto abito in via Matteotti, ma nella parte rimasta a doppio senso: si puo’ dire quindi che subisco solo i “disagi” della nuova viabilita’, dovuta agli aumenti di percorrenza per arrivare in centro.

Proprio da qui vorrei partire: certo, ora andare in centro partendo, diciamo, da Fornase, richiede piu’ strada. Ma questo se consideriamo solo la macchina: sembra che stiamo trascurando nella nostra discussione, il fatto che ora tutti i cittadini ex-di-serie-B di Fornase e limitrofi abbiano la CONCRETA possibilita’ di andare in centro a piedi o in bici, cosa che prima richiedeva un certo coraggio. Vedo ragazzi e ragazzini usare ogni giorno la pista ciclabile per andare a scuola, quando ero bimbo io, i miei genitori non me l’avrebbero concesso perche’ era pericolosissimo.

Quanto alle percorrenze aumentate che aumenterebbero l’inquinamento, mi sembra un argomento debole: si dimentica che il senso unico ha costretto quasi di “eliminare” il semaforo di via Roma, che ora e’ quasi sempre verde; lei dice che il traffico su via Roma e’ peggiorato e io a questa affermazione non posso che fare a meno di chiedermi in quale citta’ lei viva, dal momento che ricordo bene che una volta nelle ore di punta il traffico in direzione Mirano arrivava fino a Chirignago: e si sa bene che il traffico di scorrimento, quale e’ quello che interessa ora le vie D’Annunzio e Bennati, inquina molto meno che le macchine in coda. Dal primo insediamento della giunta Tessari ad oggi mi sembra che la situazione di via Roma sia ENORMEMENTE migliorata (si ricorda il semaforo dei Bersaglieri?!?!?!) e non vedo come si possa fare di meglio se non con un’alternativa che bypassi il centro.

Per concludere, lei ritiene che siano stati soldi spesi male. Io non mi trovo d’accordo, penso che invece sia stata presa una decisione coraggiosa: non significa che, solo perche’ le cose erano cosi’ “da sempre”, quella fosse la migliore viabilita’ possibile. Alla fine della storia, via Matteotti finalmente si trova con un arredo urbano dignitoso e qualche parcheggio in piu’ per i negozi; tutti i cittadini, dell’intero quartiere e quelli di Fornase, hanno marciapiede e una pista ciclabile per andare in centro; via Bennati (che nel tratto di cui stiamo parlando e’ IDENTICA a via matteotti) e’ stata ugualmente risistemata (a proposito, NON E’ VERO che siano stati rifatti tutti i marciapiedi, si faccia un giro e vedra’ certamente che in lunghi tratti sono solo stati risistemati quelli vecchi), via Alfieri e’ diventata praticamente zona a traffico limitato, A PARTE l’ultimo tratto che va fino a via Roma, che e’ a mio avviso l’unica mancanza che si puo’ imputare al progetto, in quanto cosi’ com’e’ sicuramente non va bene.

Infine, non ha senso parlare dei progetti futuri: quelli sono in mano all’attuale giunta che prendera’ le decisioni piu’ opportune, che potrebbero anche essere diverse da quanto aveva previsto la giunta precedente. A questo punto, direi per fortuna che non ci sono i soldi per tornare indietro!!! Questi si’, sarebbero davvero soldi buttati, nessuno ci tocchi la pista ciclabile che abbiamo aspettato per decenni.

Grazie per l’ospitalita’,

Mattia

8.10.2009

Continua il dibattito: via Matteotti e viabilità

Scusate se mi dilungo in una lettera di risposta.

-Problemi nella funzionalità delle processioni funebri per la chiesa di San Vito e Modesto.

-Problemi nella funzionalità di piazza Marconi. Tra l’altro molti automobilisti periodicamente escono dal semaforo di incrocio fra via Matteotti e via Roma, non rispettando la segnaletica.

-Problemi nel direzionamento del traffico. Mentre prima attraverso via Matteotti si poteva passare da Fornase a via Buonarroti direttamente, oggi si è costretti ad impegnare via Roma (immissione ed emissione dalla via, anche perchè si è sempre costretti ad immettersi a destra nel verso di percorrenza di via Roma) aumentando e rallentando il traffico nella stessa. D’altra parte è evidente a tutti che tutt’oggi le code in via Roma sono ancora presenti. Una rotonda nel largo incrocio fra via Roma, via Cattaneo e via Matteotti avrebbe enomemente giovato alla fluidità del traffico più che l’attuale soluzione.

-Allungamento della percorrenza per chi passa da un quartiere all’altro di Spinea, dato che deve fare un giro più lungo. Ciò si traduce in poco inquinamento se si considera 1 auto solanto. Se tuttavia si considerano 365 giorni l’anno e tutto il traffico passante, costringere i veicoli transitanti a farsi 3 vie anzichè una si traduce in un notevole cambiamento.

-confronto fra le alternative: le alternative alla circolazione nord-sud a Spinea sono scarse. Via Capitaneo: presenta criticità maggiori a via Matteotti.

Via Bennati: è simile a via Matteotti, ma solo nel tratto fra via dell’Unità e via D’Annunzio, oltre è strada ben stretta e tortuosa.

Via Alfieri non ne parliamo. Mancanza marciapiedi, lo snodo fra via Roma e piazzetta Dante, …Inoltre non arriva fino a Fornase.

Via Martiri troppo distante, sebbene sia la meno critica.

Via Matteotti presentava per la maggior parte una larga banchina a volte impegnata da veicoli parcheggiati ed un solo tratto critico, ovvero dalla gelateria fino a via D’annunzio.

A ben vedere via Matteotti delle vie passanti di Spinea era quella con minori problemi.

-Soldi spesi: circa 300.000 euro per via Matteotti e 200.000 euro per gli altri sensi unici. Il tratto di via Matteotti da via D’Annunzio a Fornase è stato completato con una pista ciclabile, ovvero son stati spesi solo soldi di vernice visto il risultato finale. Al tratto critico è stato agggiunto un nuovo “marciapiede-pista ciclabile”. Nel tratto da via Roma alla gelateria sono stati spesi soldi per rifare il marciapiede non sconnesso di 2-3 metri di larghezza e per aggiungere nell’altro lato la pista ciclabile a tema. Ricordo che via Matteotti presenta meno criticità di altre vie. Spinea ha vie completamente senza marciapiedi su uno od entrambi i lati (per esempio via Alfieri o via Capitanio hanno subito le conseguenze della chiusura del senso di marcia di via Matteotti, senza che fosse previsto anticipatamente alcun provvedimento di costruzione di piste ciclabili o marciapiedi) e vie con marciapiedi più sconnessi che avrebbero meritato di più un intervento.

Il marciapiede di via Bennati era sconnesso in alcuni punti. E’ stato rifatto tutto e non solo le parti lesionate. Il marciapiede di via D’Annunzio non so se rispetti la larghezza limite prevista dalle barriere architettoniche.

-Il lungo circolo costretto dai sensi unici ha intrappolato gli abitanti dei quartieri residenziali compresi fra l’intasata via Roma e il senso unico di via Matteotti. Costoro prima potevano defluire da via Matteotti nella direzione voluta senza impegnare via Roma semplicemente seguendo un senso di marcia o l’altro. Oggi no dato che via Matteotti è diventata senso unico. Inoltre il traffico formato da questi guidatori, quando non impegna via Capitanio ed un pezzo di via Roma, per rincasare, impegna le tre vie laterali fra via Matteotti e via Alfieri: via Sarpi, via Giordano Bruno e via Verga. Tali vie del tutto inadatte per la circolazione di mezzi non residenziali presentano un’uscita ad angolo retto, spesso con siepe proprio sulla pista ciclabile di via Matteotti che limita la precaria visibilità e già si contano incidenti fra cofani di auto e biciclette. Sfortunatamente i giornali non hanno riportato la casistica degli infortuni che si è venuta a creare con la modifica urbanistica.

A queste critiche se ne aggiungono altre (Curiosità sul servizio GiroSpinea, le auto contromano in via Matteotti uscenti dalle vie laterali, ecc..).

Non mi dilungo.

Secondo me diluire i problemi a più vie, o più residenti, non è risolvere i problemi.

Portare traffico dove vi sono maggiori criticità è un peggioramento delle condizioni urbanistiche anzichè un miglioramento.

Ragioniamo per i fatti e non per le tessere di partito o le militanze in lista civica.

Signor Dall’Igna, la ringrazio per la risposta, tuttavia ho un’opinione diversa e non mi sembra proprio di badare al mio orto.

Sempre riguardo alla questione degli orticelli le volevo far notare che il problema di Spinea è via Roma, sia per inquinamento-caos, sia per gli incidenti che provoca periodicamente.

500.000 euro era più giusto spenderli per risolvere il problema di via Roma.

Non credo che tale problema sarà risolto con la “tangenziale nord” (non ancora completata perchè si attendono i soldi della regione per il tratto finale) con varie motivazioni a riguardo che non riporto.

Se il problema fosse stato risolto 10 anni fa, nel primo anno di insediamento della giunta Tessari, quanto inquinamento e quanta incidenza di tumori da PM10 si sarebbero evitanti i cittadini di Spinea? quanti incidenti (in alcuni casi mortali) ci saremmo evitati su via Roma?

Poi se vogliamo badare al nostro orto possiamo chiederci quale sarà l’effetto della pedonalizzazione di via Roma ed il conseguente spostamento del traffico nel retro di villa del Majno con la congiungente che sfocia proprio sul senso unico di via Matteotti, così com’era previsto nei disegni architettonici presentati per il Mastrplan.

Potremmo osservare la casistica degli incidenti provocati in questi ultimi 10 anni in via Roma e tentare di fare una previsione per il quartiere Dante o per via Matteotti.

Signor Dall’Igna mi scusi, ma non vedo proprio perchè dovrei avere un’opinione diversa sull’argomento.

Saluti

Ringrazio nuovamente la redazione di SpineaNews per lo spazio editoriale concesso.

8.10.2009

Via Matteotti: non distruggete una cosa che funziona solo in nome del colore politico

Gent.ma redazione,

ho letto le dichiarazione dell’Assessore alla viabilità del comune di Spinea riguardanti il senso unico su via Matteotti e limitrofe e sono sconcertato: mi sembra assurdo che, in nome del colore politico e delle famigerate promesse elettorali si sta tentando di “distruggere” una cosa che funziona egregiamente ed ha consentito di aumentare notevolmente la sicurezza di ciclisti e pedoni che circolano in quelle strade. Le attività commerciali sono addirittura aumentate di numero. Può essere valida la proposta di consentire l’accesso su via Roma dal parcheggio di Piazza Marconi ma, per favore, ragioniamo con la testa e non con la tessera di partito e non torniamo ai pericoli ed al traffico di qualche anno fa. Mi appello anche al sign. Sindaco perché non si copra le spalle con la “mancanza di fondi” pur riconosciuta ma si faccia carico di valutare bene la faccenda dal punto di vista pratico visto che conosce bene l’area interessata. Grazie.

Sergio Bonso

Spinea

8.10.2009

Noi abitanti di via Matteotti, finalmente considerati cittadini di serie A

Gentile Redazione,

ringrazio per l’accoglienza ricevuta e anche per lo scritto del sig. Marco. A lui mi rivolgo per riconfermargli,in modo sintetico e pratico senza la pretesa di conoscenze appropriate e moderne in tema di traffico e di urbanizzazione, che le mie convinzioni sono dettate da queste considerazioni: abito fronte strada (G. Matteotti) dal 1972. Da allora il traffico è aumentato enormemente senza che nessun amministratore vi ponesse rimedio finchè si è arrivati ai giorni nostri.

E’ stata una sofferenza continua e costante e ad ogni mia rimostranza trovavo un muro di gomma davanti!

Ho coinvolto i comitati di quartiere (quando c’erano) tanto che è cominciata a serpeggiare l’idea che qualcosa si poteva fare.

In tutti questi anni la città non ha mai provveduto a spendere un becco di quattrino per dotarsi di infrastrutture moderne campando di volta in volta scuse dopo scuse.

Molte vie, per loro fortuna, non hanno avuto questo trauma in quanto la mia via è sempre stata una scorciatoia per chi era diretto in altri siti (traffico di transito o passaggio che si voglia).

Il solo Sindaco uscente ha preso a cuore e di fatto messo mano alla modifica stradale che coinvolge l’intero quartiere Dante.

Capisco chi si ritiene penalizzato ma chiedo: chi mi ha trasmesso solidarietà e vicinanza in tutti questi anni? E’ la solita questione che ha come cemento il fatto che alla base ci sia molto egoismo e molto menefreghismo (io sto bene nel mio orticello , così voglio rimanere!) altro che solidarietà!.

Non essendo un’esperto di queste questioni, non so cosa succederà in futuro mi basta essere stato considerato come un cittadino di serie A.

Quindi caro Marco, grazie per le tue conoscenze in materia.

Spero non dover rispondere un giorno sì ed un altro, anche, all’argomento viabilità.

Ringrazio ancora una volta tutti coloro che hanno appoggiato e rafforzato con le loro firme questa realizzazione in primis il Sindaco uscente sig. Tessari.

Ringrazio x l’accoglienza un saluto alla redazione, agli eventuali lettori e non ultimo il sig. Marco.

Albino Dall’Igna

Spinea

7.10.2009

Viabilità: ecco il futuro del quartiere Dante e via Matteotti

Vi scrivo in relazione alla lettera del signor Dall’Igna da Voi pubblicata ieri.

Volevo augurare al signor Dall’Igna di dormire sogni tranquilli, poiché quando il Masterplan sarà concluso e via Roma verrà dirottata dietro villa del Majno, collegata direttamente con il senso unico di via Matteotti, potrebbe ricredersi sulla quiete che crede di aver acquisito.

A via Matteotti e più in generale al quartiere Dante non gioveranno di certo tutte le modifiche previste dalla sistemazione urbanistica della giunta Tessari, per le aree di interesse.

Il quartiere Dante e via Matteotti in primis diventeranno le aree verso cui sbatterà e circolerà in senso rotatorio (grazie ai sensi unici introdotti ed alle modifiche non ancora attuate, per esempio quella prevista per via Bennati-via dell’Unità) il traffico di 30.000 veicoli al giorno transitanti per via Roma.

Capite quindi perchè non ci si può esimere di augurare ai residenti delle zone suddette di dormire sogni tranquilli.

Per quanto riguarda al bilancio delle criticità risolte, create od accentuate con i recenti lavori urbanistici io faccio volentieri riferimento a questo blog.

Saluti

Marco

5.10.2009

Senso unico in via Matteotti: non torniamo indietro!

Gentile redazione,

leggo, oggi, con stupore ed amarezza la notizia che questa Amministrazione comunale, sopratutto per volontà della lega e dell’Udc, voler ripristinare il doppio senso di marcia in via Matteotti. Faccio notare che il sottoscritto da molti anni a questa parte si è battuto perché il senso unico diventasse realtà. Ovvio che il motivo principale è l’estremo disagio e pericolosità ad abitare fronte strada dove, sia per il doppio senso, che per mancanza assoluta di qualsiasi sicurezza per i residenti.

Non sto qui ad elencare per filo e per segno quali e quanti disagi ho sopportato e hanno sopportato altri cittadini nella stessa mia situazione. Finalmente la precedente Amministrazione ha preso a cuore il problema! La soluzione del senso unico ci è stata provvidenziale in quanto molto traffico non transità più (nonostante sia abbondante lo stesso quello che c’è). Anch’io sono stato promotore di una sottoscrizione intesa a rafforzare la decisione del Sindaco uscente e più volte sono intervenuto per affermare la necessità di dar corso al benedetto senso unico. Ora che la vita ci pare migliore ecco che i soliti contrari (pochissimi veramente residenti sulla via) che grazie al successo dell’attuale Amministrazione tornano alla carica! Leggo anche che il Sindaco non dice che l’attuale sistemazione è corretta ma che farebbe modifiche se solo ci fossero i soldi! Io l’ho votato convinto che non si ritornasse per niente indietro. Grazie per l’accoglienza.

Albino Dall’Igna

Spinea

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